Il gruppo che cura Vedanta.it inizia ad incontrarsi sul web a metà degli anni 90. Dopo aver dialogato su mailing list e forum per vent'anni, ha optato per questo forum semplificato e indirizzato alla visione di Shankara.
Si raccomanda di tenere il forum libero da conflittualità e oscurità di ogni genere.
Grazie

Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Teoria e dottrina.
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cannaminor
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Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da cannaminor » 06/05/2017, 9:13

R. Questa inferenza ha un suo grado di oggettività. In lista ci sono degli aspiranti anziani che, a domanda ben precisa su un aspetto della propria sadhana, possono rispondere. È più difficile che rispondano a domande teoriche le cui risposte sono sui vari libri. Comunque c'è parecchio materiale anche nelle vecchie mail delle due liste.

D. 7) Tempo fa una persona mi disse che la via ermetica e la via dell'amore sono compatibili fra loro, è così?

R. Se per via ermetica intendi la tradizione metafisica (che passa dall'Orfismo, a Parmenide, a Pitagora, a Platone, a Plotino, etc. etc.), la via dell'amore o del cuore ne è propedeutica.

Ossia la via metafisica è un processo coscienziale cui si accede dopo aver risolto determinate causalità, attraverso un primo processo di adeguamento al molteplice e alle sue leggi (attraverso le tre vie azione-cuore-ragion pura).

Ci si ripete: se ritieni, in lista ci sono degli aspiranti che, se opportunamente sollecitati, potranno rispondere ad eventuali tue difficoltà.
Scusate, ma mi ponevo alcune riflessioni in merito ai dialoghi postati.

La domanda è molto semplice: si postano dei brani di un autore, nello specifico di Bodhananda, brani che sono tratti da dialoghi in forma di domande-risposte con degli interroganti, tali A, B, C, etc. Benissimo, ora mi domando ma se io volessi, come solitamente accade leggendo dialoghi del genere voler a mia volta domandare, interrogare l'autore stesso del brano o gli interroganti stessi, per ulteriori chiarimenti alle domande o risposte date, come faccio che nessuno di loro è presente? Bodhananda è morto, fisicamente morto quindi qui non risponde, gli interroganti non si sa chi siano e se sono a loro volta ancora presenti su questo piano. Quindi queste domande e risposte si chiudono da sè in un cerchio cui nessuno più entra o esce. E quindi mi domando a che pro?

Me lo domando direttamente, in prima persona, quale lettore del forum, a che cosa servono o dovrebbero servire negli intenti di chi le ha postate?

Dovrebbero servire ad interrogarci a nostra volta sulle stesse domade e contenuti? E nel caso con chi ci si interroga, a chi le dovremmo porre le domande che sorgono? O le risposte eventualmente che altrettanto possono sorgere. Con chi andrebbe aperto e condotto questo dialogo?

Nei dialoghi postati su innanzi, Bodhananda diceva esserci su quella lista "aspiranti che, se opportunamente sollecitati, potranno rispondere ad eventuali tue difficoltà"; questo accadeva allora, su quella lista, e oggi in questa? Oggi su questa Bodhananda-Premadharma non c'è più a rispondere a niente e nessuno, e dei vari interroganti dei dialoghi non se ne sa nulla, quindi a chi si rivolge uno se volesse ulteriormente approfondire e chiarire il dialogo riportato?

Forse che nelle intenzioni di chi l'ha postato c'era un intento di istruzione, di insegnamento da trarre da questi e altri dialoghi postati?

E' questo che vorrei capire di fondo; si postano questi brani, sì benissimo, ma qual'è l'intento, il fine, lo scopo nel postarli? qualcuno me lo spiega che io non capisco. Si pensa che questi brani e dalla loro lettura si debba trarre da parte dei lettori un qualche insegnamento, una qualche istruzione, che siano portatori di insegnamento-istruzione a tutto campo, a cielo aperto, per la sola lettura di essi?

Neanche fossero dei mantra magici che al solo leggerli e pronunciarli uno....

Bodhananda ha scritto un sacco di cose, a cominciare da dei libri pubblicati e quindi ovviamente da leggere per chi se li compra, articoli vari postati sul web in forma di quaderni e fascicoli stampabili, e poi in ultimo un mare di dialoghi più o meno privati, più o meno in forma di domande risposte (anche se di solito nascevano quasi sempre da una domanda, da un dialogo con qualcuno, sollecitato da qualcuno) a testimonianza di ciò che era, del suo pensiero, del suo essere nella\della tradizione vivente.

Ora se sui libri e articoli finalizzati alla pubblicazione in qualche modo, non c'è nulla da dire se non che da leggerli per chi interessato, sui vari dialoghi invece, dal momento che nel mio sentire presuppongono un'interlocutore presente e vivente e con possibilità di replica, tutto ciò purtroppo non è più.

Non c'è più lui per primo a poter replicare, ampliare, distinguere e chiartire nel caso, e non ci sono i vari interlocutori A, B, C etc che non si sa chi siano e dove siano ed anche se si sapesse ed ammesso pure che questi fossero quegli "aspiranti anziani che, (opportunamente sollecitati) a domanda ben precisa su un aspetto della propria sadhana, possono rispondere..", forse nel caso la domanda ben precisa e la sollecitazione opportuna sarebbe da rivolgere a loro, direttamente, sempre ammesso come detto che costoro ci siano e siano ancora vivi e siano ancora presenti su questa lista come lo erano sull'altra.

La domanda allora diventa, costoro (aspiranti anziani etc etc) ci sono e sono presenti su questo forum oppure no? Perchè se ci fossero allora sarebbe il caso che si esponessero e palesassero pure, proprio sul lascito lasciato da Bodhananda. Inutile postare le sue parole, molto meglio sarebbe se quelle parole uno le ha realizzate allora che le viva in diretta e le offra come testimonianza (di sè) al suo prossimo, specie se richieste e domandate.

Allora costoro ci sono oppure no? Chi erano questi aspiranti anziani che menzionava Bodhananda a cui si poteva domandare etc etc?

Con buona probabilità immagino siano gli stessi che oggi postano le sue parole, allora che costoro parlassero in prima persona e rispondessero alle domande che gli aspiranti pongono, a cominciare per esempio da questa mia stessa. Costoro ci sono oppure no e se ci sono è chiedere molto che battano un colpo? Altrimenti questo forum diventa un museo delle cere e nient'altro, nulla di vivo, di tradizionalmente vivo.

Mauro
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Mauro » 06/05/2017, 10:05

Dopo la morte di Bo/ Pd, questo forum è diventato un museo delle cere.
Se non si decide di fare testimonianza personale è- a mio avviso- morto e sepolto.
Io ci ho provato.

Posso solo aggiungere, spezzando una lancia a favore di cielo, che questi riporti siano catarticamente utili a lei, ed anche se fosse solo per questo, sarebbero giustificati.

Per il resto, non li ho neanche letti. Non per mancanza di considerazione nelle interlocuzioni che Bo aveva con gli astanti, al contrario, ma perchè l'interesse deriva dall'insorgere di una istanza, e quella istanza ha bisogno di risposte vive e al momento, altrimenti, per me, cadono nel vuoto.

Suggerisco quindi, se si vuole continuare a postare certi interventi, di farli precedere almeno da una indicazione chiara delle istanze che avevano portato l'interlocutore a rivolgersi a Bo.

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cannaminor
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da cannaminor » 06/05/2017, 12:16

Mauro ha scritto:
06/05/2017, 10:05
Dopo la morte di Bo/ Pd, questo forum è diventato un museo delle cere.
Se non si decide di fare testimonianza personale è- a mio avviso- morto e sepolto.
Io ci ho provato.

Posso solo aggiungere, spezzando una lancia a favore di cielo, che questi riporti siano catarticamente utili a lei, ed anche se fosse solo per questo, sarebbero giustificati.

Per il resto, non li ho neanche letti. Non per mancanza di considerazione nelle interlocuzioni che Bo aveva con gli astanti, al contrario, ma perchè l'interesse deriva dall'insorgere di una istanza, e quella istanza ha bisogno di risposte vive e al momento, altrimenti, per me, cadono nel vuoto.

Suggerisco quindi, se si vuole continuare a postare certi interventi, di farli precedere almeno da una indicazione chiara delle istanze che avevano portato l'interlocutore a rivolgersi a Bo.
Che siano catarchicamente utili a cielo, visto che per lo più è lei a postare quei dialoghi etc, non lo so, forse. Più volte in altre occasioni mi è parso di capire da sue spiegazioni che questi brani venivano da lei postati perchè scritti ed espressi in modo chiaro e incisivo (da Bodhananda-Premadharma), più di quanto cielo stessa riteneva di poter fare con sue parole e scritto. Quindi, sempre da mia interpretazione, venivano postati con l'intento di dire, o quantomeno dare voce ed espressione a qualcosa (un'istruzione, un'insegnamento, una voce della tradizione, una semplice risposta ad un aspirante?) che per il tramite delle parole di Bodhananda-Premadharma trovava maggiore chiarezza ed incisività di quanto cielo si ritenesse capace (pur avendo compreso tali istruzioni e insegnamenti) di poter dire e fare con sue parole. A me era parso di capire così, poi sempre pronto ad essere smentito.

Quindi in ultimo l'intento, mi pare di capire che sia sostanzialmente di istruzione, istruzione e risposta alle possibili domande di aspiranti sul cammino.

Istruzione che nello specifico viene demandata alle risposte (già) date da Bodhananda-Premadharma in svariati dialoghi occorsi negli anni di forum e liste con aspiranti vari.

Il problema, perchè tale lo considero e condivido pari tuo (così mi è parso di capire dalle tue parole) è che un dialogo, una domanda, cui segue la risposta pertinente a quell'aspirante a quel momento a quella situazione e consapevolezza, non è trasferibile e traslabile nel tempo e nello spazio a tutto e tutti sempre e comunque. Certo, parole di saggezza sono e restano parole di saggezza, tutti d'accordo, ma quelle parole erano per lo più rivolte a specifici aspiranti ed ad altrettante specifiche domande; domande che nascevano da situazioni, contesti e istanze (come dici tu) specifiche di quel momento luogo e tempo e persona. Non sono ripetibili ad oltranza, non sono valide altrettanto ad oltranza. Sono ed erano valide a quel specifico momento, luogo, istanza e domanda, ma non sempre, comunque e ovunque.

Se uno leggesse le mille e mille risposte che Bodhananda ha dato negli anni alle altrettante mille e mille domande postegli, vedrebbe da sè come queste, così come quelle di tanti saggi prima di lui (vedi un ramana per esempio) sono sempre state mirate a quella domanda specifica e quindi spesso poteva anche variare nella risposta a secondo di chi e come si domandava, anche se la domanda in sè era la stessa identica.

Non c'è mai una risposta univoca, perchè le domande, per quanto identiche da un punto di vista letterale, sono poste da individui, e questi per definizione sono vari e diversi, da cui ne segue che anche la pertinente risposta è varia e diversa, conforme a chi la pone.

È per questo che un dialogo è insostituibile e irripetibile nel tempo spazio e divenire delle cose.

In ultimo condivido anche la proposta di far almeno precedere quei brani postati (se proprio non si può farne a meno per la catarsi o altro che sia) con qualcosa di proprio, almeno un tentativo ed uno sforzo di dire con proprie parole quello che poi seguirà con parole di Bodhananda (così magistralmente scritte secondo idea e stima di cielo).

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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Gruppo Vedanta Citra » 06/05/2017, 15:06

Seguendo il filo logico espresso negli interventi qui sopra potremmo buttare a mare i Talks di Ramana, l'Advaita Bodha Dipika, il Vangelo di Ramakrishna, il Vivekacudamani di Shankara, la Bhagavadgita, il Dhammapada, i dialoghi platonici, i Vangeli cristiani, la maggior parte dei libri di Raphael... e si potrebbe continuare ad libitum.
Sempre seguendo questo filo logico si tratta perlopiù di testi in forma di dialogo i cui autori sono morti o comunque irraggiungibili dalle ulteriori eventuali domande che dovesse porsi il lettore/cercatore/viandante.
Quindi a che servono?


Io continuo a studiarli, a rifletterci, a usarli come seme di meditazione, a trarne sempre nuovi motivi e spunti di pratica, come faccio con le parole di Bodhananda fin da quando l'ho incontrato e ringrazio cielo della buona volontà e del lavoro certosino grazie ai quali ne propone sempre di inediti che di per se stessi rispondono a domande talora nemmeno formulate espressamente.
Sembra del resto che non sia la sola, ma in buona compagnia, nei secoli dei secoli.

:)


una del gruppo

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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da cannaminor » 06/05/2017, 16:02

Gruppo Vedanta Citra ha scritto:
06/05/2017, 15:06
Seguendo il filo logico espresso negli interventi qui sopra potremmo buttare a mare i Talks di Ramana, l'Advaita Bodha Dipika, il Vangelo di Ramakrishna, il Vivekacudamani di Shankara, la Bhagavadgita, il Dhammapada, i dialoghi platonici, i Vangeli cristiani, la maggior parte dei libri di Raphael... e si potrebbe continuare ad libitum.
Sempre seguendo questo filo logico si tratta perlopiù di testi in forma di dialogo i cui autori sono morti o comunque irraggiungibili dalle ulteriori eventuali domande che dovesse porsi il lettore/cercatore/viandante.
Quindi a che servono?


Io continuo a studiarli, a rifletterci, a usarli come seme di meditazione, a trarne sempre nuovi motivi e spunti di pratica, come faccio con le parole di Bodhananda fin da quando l'ho incontrato e ringrazio cielo della buona volontà e del lavoro certosino grazie ai quali ne propone sempre di inediti che di per se stessi rispondono a domande talora nemmeno formulate espressamente.
Sembra del resto che non sia la sola, ma in buona compagnia, nei secoli dei secoli.

:)


una del gruppo
Quindi devo desumere che i dialoghi che vengono postati altri non sono che una bozza di un futuro "Talks di Bodhananda" (o Premadharma che sia), che una qualche buonanima un giorno metterà insieme e pubblicherà in forma cartacea o altro.
Ok, prendo atto con tutto il rispetto possibile di un'ottica e visione diversa dalla mia, del resto erano solo delle riflessioni che porgevo e null'altro.

Piuttosto mi era sfuggita la presentazione del Gruppo Vedanta Citra; invero mi era parso di capire che questo forum prevedeva un'iscrizione personale con relativa firma personale e che si parlasse sempre e solo per se stessi, e non per collettivi e\o gruppi vari che siano.

Firmarsi "una del gruppo" a me non dice nulla, non ti indentifica, e quindi scusami ma lo trovo scorretto e contro le volontà iniziali di questo forum così come voluto e ideato da Premadharma. Così come non trovo molto corretto che si posti materiale vario sotto il nome di seva, visto che sua funzione originaria era ben altra. Poi ovviamente ognuno farà come meglio crede e si trova in diritto di fare, così come io sto dicendo la mia.

Un'ultima domanda; ma tu un nome ed una firma ce l'hai? e allora perchè non la usi come noi tutti?

cannaminor (ti fosse sfuggita la firma o non la identificassi bene)

cielo
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da cielo » 06/05/2017, 16:06

cannaminor ha scritto:
06/05/2017, 12:16
Mauro ha scritto:
06/05/2017, 10:05
Dopo la morte di Bo/ Pd, questo forum è diventato un museo delle cere.
Se non si decide di fare testimonianza personale è- a mio avviso- morto e sepolto.
Io ci ho provato.

Posso solo aggiungere, spezzando una lancia a favore di cielo, che questi riporti siano catarticamente utili a lei, ed anche se fosse solo per questo, sarebbero giustificati.

Per il resto, non li ho neanche letti. Non per mancanza di considerazione nelle interlocuzioni che Bo aveva con gli astanti, al contrario, ma perchè l'interesse deriva dall'insorgere di una istanza, e quella istanza ha bisogno di risposte vive e al momento, altrimenti, per me, cadono nel vuoto.

Suggerisco quindi, se si vuole continuare a postare certi interventi, di farli precedere almeno da una indicazione chiara delle istanze che avevano portato l'interlocutore a rivolgersi a Bo.
Che siano catarchicamente utili a cielo, visto che per lo più è lei a postare quei dialoghi etc, non lo so, forse. Più volte in altre occasioni mi è parso di capire da sue spiegazioni che questi brani venivano da lei postati perchè scritti ed espressi in modo chiaro e incisivo (da Bodhananda-Premadharma), più di quanto cielo stessa riteneva di poter fare con sue parole e scritto. Quindi, sempre da mia interpretazione, venivano postati con l'intento di dire, o quantomeno dare voce ed espressione a qualcosa (un'istruzione, un'insegnamento, una voce della tradizione, una semplice risposta ad un aspirante?) che per il tramite delle parole di Bodhananda-Premadharma trovava maggiore chiarezza ed incisività di quanto cielo si ritenesse capace (pur avendo compreso tali istruzioni e insegnamenti) di poter dire e fare con sue parole. A me era parso di capire così, poi sempre pronto ad essere smentito.

Quindi in ultimo l'intento, mi pare di capire che sia sostanzialmente di istruzione, istruzione e risposta alle possibili domande di aspiranti sul cammino.

Istruzione che nello specifico viene demandata alle risposte (già) date da Bodhananda-Premadharma in svariati dialoghi occorsi negli anni di forum e liste con aspiranti vari.

Il problema, perchè tale lo considero e condivido pari tuo (così mi è parso di capire dalle tue parole) è che un dialogo, una domanda, cui segue la risposta pertinente a quell'aspirante a quel momento a quella situazione e consapevolezza, non è trasferibile e traslabile nel tempo e nello spazio a tutto e tutti sempre e comunque. Certo, parole di saggezza sono e restano parole di saggezza, tutti d'accordo, ma quelle parole erano per lo più rivolte a specifici aspiranti ed ad altrettante specifiche domande; domande che nascevano da situazioni, contesti e istanze (come dici tu) specifiche di quel momento luogo e tempo e persona. Non sono ripetibili ad oltranza, non sono valide altrettanto ad oltranza. Sono ed erano valide a quel specifico momento, luogo, istanza e domanda, ma non sempre, comunque e ovunque.

Se uno leggesse le mille e mille risposte che Bodhananda ha dato negli anni alle altrettante mille e mille domande postegli, vedrebbe da sè come queste, così come quelle di tanti saggi prima di lui (vedi un ramana per esempio) sono sempre state mirate a quella domanda specifica e quindi spesso poteva anche variare nella risposta a secondo di chi e come si domandava, anche se la domanda in sè era la stessa identica.

Non c'è mai una risposta univoca, perchè le domande, per quanto identiche da un punto di vista letterale, sono poste da individui, e questi per definizione sono vari e diversi, da cui ne segue che anche la pertinente risposta è varia e diversa, conforme a chi la pone.

È per questo che un dialogo è insostituibile e irripetibile nel tempo spazio e divenire delle cose.

In ultimo condivido anche la proposta di far almeno precedere quei brani postati (se proprio non si può farne a meno per la catarsi o altro che sia) con qualcosa di proprio, almeno un tentativo ed uno sforzo di dire con proprie parole quello che poi seguirà con parole di Bodhananda (così magistralmente scritte secondo idea e stima di cielo).
Nessuna catarsi, solo un lavoro che Bodhananda mi ha autorizzato a fare e che faccio liberamente, e volentieri.
La massaia premurosa la domenica prepara la pasta al forno per la famiglia riunita. Io invece, nel tempo libero che mi ritaglio, preparo dei brani.
Spiace che Mauro non li legga, sono sempre interessata alle sue aperture di dibattito, alla sua visione "cruda e diretta". La lama, ben affilata dalla discriminazione, che sfrega la buccia della noce di cocco aiuta a scoprire che non c'è nessuna noce da sbucciare, e neppure da adorare.

Secondo me, oltre a preoccuparsi delle ipotetiche domande che gli interlocutori e lettori del 2017 potrebbero fare al fantasma e agli amici del fantasma, si potrebbe aprire un dibattito su eventuali riflessioni che la lettura ha suscitato.
Condivido l'importanza di focalizzarsi sui contenuti.
Preparare i pezzi ha un grosso vantaggio: si leggono e si rileggono, così il nettare dell'istruzione passa per il tubicino dell'organo di nutrizione dell'insetto che si infila nel calice e lo nutre.
Ad esempio è stato utile per me leggere, sul come si fa a trasmutare la consapevolezza intellettuale in consapevolezza interiore, che ciò avviene attraverso la risoluzione di ogni polarità. Come si risolvono le polarità? Attraverso i cammini duali.
E cosa vuol dire?
Che, nel duale, ove sorga l'istanza ad agire, occorre farlo nel dharma, ossia in modo consono alla propria natura, senza aspettative e nel pieno abbandono dei frutti dell'azione, dolci o amari che siano.
Indubbiamente aspettarsi che gli altri cambino la propria azione sulla scorta della propria è una delle aspettative più radicate che ci siano.
Il tentativo di salvare il mondo e aiutare le pere a maturare passa per tante strade.

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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Gruppo Vedanta Citra » 06/05/2017, 16:49

cannaminor ha scritto:
06/05/2017, 16:02
Gruppo Vedanta Citra ha scritto:
06/05/2017, 15:06
Seguendo il filo logico espresso negli interventi qui sopra potremmo buttare a mare i Talks di Ramana, l'Advaita Bodha Dipika, il Vangelo di Ramakrishna, il Vivekacudamani di Shankara, la Bhagavadgita, il Dhammapada, i dialoghi platonici, i Vangeli cristiani, la maggior parte dei libri di Raphael... e si potrebbe continuare ad libitum.
Sempre seguendo questo filo logico si tratta perlopiù di testi in forma di dialogo i cui autori sono morti o comunque irraggiungibili dalle ulteriori eventuali domande che dovesse porsi il lettore/cercatore/viandante.
Quindi a che servono?


Io continuo a studiarli, a rifletterci, a usarli come seme di meditazione, a trarne sempre nuovi motivi e spunti di pratica, come faccio con le parole di Bodhananda fin da quando l'ho incontrato e ringrazio cielo della buona volontà e del lavoro certosino grazie ai quali ne propone sempre di inediti che di per se stessi rispondono a domande talora nemmeno formulate espressamente.
Sembra del resto che non sia la sola, ma in buona compagnia, nei secoli dei secoli.

:)


una del gruppo
Quindi devo desumere che i dialoghi che vengono postati altri non sono che una bozza di un futuro "Talks di Bodhananda" (o Premadharma che sia), che una qualche buonanima un giorno metterà insieme e pubblicherà in forma cartacea o altro.
Puó darsi.
Per il momento sono e restano sul web.


Ok, prendo atto con tutto il rispetto possibile di un'ottica e visione diversa dalla mia, del resto erano solo delle riflessioni che porgevo e null'altro.

Piuttosto mi era sfuggita la presentazione del Gruppo Vedanta Citra; invero mi era parso di capire che questo forum prevedeva un'iscrizione personale con relativa firma personale e che si parlasse sempre e solo per se stessi, e non per collettivi e\o gruppi vari che siano.
L'iscrizione del Gruppo Vedanta Citra a questo forum é stata autorizzata e voluta da Bodhananda.
Forse ti è sfuggita anche la data dell'iscrizione del gruppo e pure il fatto che, sempre come gruppo, ha iniziato a postare ben prima del 17 gennaio 2017.


Firmarsi "una del gruppo" a me non dice nulla, non ti indentifica, e quindi scusami ma lo trovo scorretto e contro le volontà iniziali di questo forum così come voluto e ideato da Premadharma. Così come non trovo molto corretto che si posti materiale vario sotto il nome di seva, visto che sua funzione originaria era ben altra. Poi ovviamente ognuno farà come meglio crede e si trova in diritto di fare, così come io sto dicendo la mia.

Un'ultima domanda; ma tu un nome ed una firma ce l'hai? e allora perchè non la usi come noi tutti?

cannaminor (ti fosse sfuggita la firma o non la identificassi bene)


L'identità personale non ha alcuna importanza.
Si risponde ai contenuti, come ci ha sempre indicato il nostro comune riferimento.
Così come ci ha insegnato che, quando l'interlocutore non sa rispondere ai contenuti, spesso ricorre ad artifizi dialettici.


una del gruppo

Mauro
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Mauro » 06/05/2017, 17:53

Dài, cannaminor, sappiamo bene chi è. Qui siamo 4 gatti.
Comunque, se ritengo (come ho sempre ritenuto) anche io scorretto nascondersi dietro una maschera, figurarsi come la penso se ci si nasconde dietro ad un intero gruppo!

Parlo di "nascondersi", e non "indossare" una data maschera.

Mauro
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Mauro » 06/05/2017, 18:01

La massaia premurosa la domenica prepara la pasta al forno per la famiglia riunita.
...ma se mette tutto insieme in forno, non si cuoce.
Io non leggo non per partito preso, ma perchè metti (te l'ho già detto) troppa carne al fuoco (o, seguendo la tua metafora, troppe lasagne in forno...) :)

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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da cannaminor » 06/05/2017, 19:54

Gruppo Vedanta Citra ha scritto: Puó darsi.
Per il momento sono e restano sul web.
Su questo non avevo dubbi
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: L'iscrizione del Gruppo Vedanta Citra a questo forum é stata autorizzata e voluta da Bodhananda.
Forse ti è sfuggita anche la data dell'iscrizione del gruppo e pure il fatto che, sempre come gruppo, ha iniziato a postare ben prima del 17 gennaio 2017.
Non mi è sfuggita, ottobre del 2016, quindi certamente autorizzata, sul voluta poi, avrei delle riserve, voluta da chi? da voi?
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: L'identità personale non ha alcuna importanza.
Ti sbagli, ha importanza eccome, anzi fu uno dei punti fermi di questo forum, dove ad ognuno di noi fu chiesto di entrarvi e parteciparne con nuovi nick (di nostra scelta) purchè nuovi e che si deponessero i vecchi quali che fossero e che comunque ognuno parlava per se stesso e non a nome di niente e nessuno che non fosse se stesso, singolare, personale.
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: Si risponde ai contenuti, come ci ha sempre indicato il nostro comune riferimento.
Così come ci ha insegnato che, quando l'interlocutore non sa rispondere ai contenuti, spesso ricorre ad artifizi dialettici.
Quali artifizi dialettici? ti si è sempre risposto per contenuti, così come ora ti si sta chiedendo perchè hai deposto il nome che portavi all'inizio di questo forum, per assumerne altri non tuoi, o collettivi di un gruppo che ti permette di firmarti "una del gruppo" che non vuol dire nulla quanto a firma. A me sembra che sia questo tuo modo di agire ad essere artificioso senza alcun senso nè costrutto. Se poi tu ne cogli un senso ed un motivo e te ne dai ragione di tutto ciò con storielle quali "L'identità personale non ha alcuna importanza", beata te che ci credi e te ne convinci.

Comunque preso dal "Galateo" ti ricordo queste parole scritte in condivisione:

"Qui non ci sono moderatori. Ciascuno è responsabile del proprio comportamento che deve essere sempre finalizzato a facilitare discussioni costruttive. Si desidererebbe che questo forum ospitasse persone mature in grado di automoderarsi nell'interesse proprio e di tutta la community.
In casi eccezionali sarà possibile richiedere l'intervento dell'owner, scrivendo un messaggio privato all'amministratore tramite il nickname "seva"."

"Poiché sul sito non esistono moderatori, l'utente che sceglie di aprire un argomento specifico è anche responsabile per la conduzione di quella discussione dall'inizio alla fine.
In particolare dovrà:
- accedere regolarmente al thread, per monitorare la situazione;
- accertarsi che la discussione rimanga sempre in tema. Gli Off Topic (ot) sono consentiti, purché rimangano limitati e permettano di ritornare in tema al più presto;
- impedire scontri personali fra i partecipanti, facendo sempre rispettare la regola che "qui non si discutono le persone".
Il fatto di essere responsabile di un thread implica che l'utente attivi un sano senso di responsabilità verso tutta la community.
In caso di difficoltà, il responsabile dell’argomento potrà chiedere l'intervento dell'owner con un messaggio privato al nickname "seva"."

Come noterai si fa riferimento all'utente (singolo e personale) ed alla sua responsabilità personale e firmata di quanto scrive etc etc. Così per sapere, l'utente "una di loro" chi sarebbe esattamente. Se volessi rivalermi con l'utente seva, come indicato dal galateo, cosa devo dire e a chi devo fare riferimento all'utente "una di loro" del Gruppo Vedanta Citra ? Non ti sembra un pò generico e vago come riferimento di responsabilità personale?

Se poi per te va bene tutto ed il contrario di tutto a tuo uso e consumo, allora mi sembra non abbia un gran senso continuare a parlarne. Firmati come cavolo ti pare o non firmarti affatto (come di fatto stai facendo) e lo facciamo andare bene uguale. Sempre per curiosità ma il tuo nick originario, quello di anam che fine ha fatto, l'hai dismesso, rinnegato, perso per strada o cosa?

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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Mauro » 07/05/2017, 8:48

Come noterai si fa riferimento all'utente (singolo e personale) ed alla sua responsabilità personale e firmata di quanto scrive etc etc. Così per sapere, l'utente "una di loro" chi sarebbe esattamente. Se volessi rivalermi con l'utente seva, come indicato dal galateo, cosa devo dire e a chi devo fare riferimento all'utente "una di loro" del Gruppo Vedanta Citra ? Non ti sembra un pò generico e vago come riferimento di responsabilità personale?
Oltretutto, cannaminor, poichè "seva" non può essere più rivestito da Pd/Bo, c'è il rischio che alla tua richiesta di rivalsa a "seva" nei confronti di "una del gruppo", risponda, a nome di "seva", proprio quella "una del gruppo".
Sai che è una possibilità, ed è questo che mi fa pensare che il forum sia morto con Pd/Bo.

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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Gruppo Vedanta Citra » 07/05/2017, 11:20

Osserviamo oggettivamente lo scorrere di questi post, dunque la discussione sovrastante.
Sintetizzando, un utente (lo chiameremo utente a) scrive che il riportare dialoghi i cui interlocutori sono morti o irraggiungibili è inutile, se non dannoso.
Altro utente (lo chiameremo utente b) risponde mostrando come moltissimi (se non tutti) i testi tradizionali siano in forma dialogica e rilevandone l'utilità pratica tradizionale.

Due tesi, come si vede, diametralmente opposte.

L'utente a avrebbe potuto continuare la discussione sul piano dei contenuti da lui stesso proposti, ma invece fa un'altra scelta: devia l'attenzione sull'utente b, evidenziandone a suo parere la scorrettezza.

Si tratta di artifizi dialettici antichi e ben noti, ricadenti nel genere delle fallacie logiche, in particolare nella specie delle fallacie dette di rilevanza in cui si attua una sorta di manovra diversiva per allontanarsi dalle tesi e dai loro contenuti.
Nel caso specifico sono state usate le seguenti fallacie logiche:
- ad hominem (sia circostanziale che generalizzato);
- tu quoque;
- non sequitur (nella specie della falsa pista)
- ignoratio elenchi.

L'uso di fallacie logiche, benché non sempre consapevole, porta inevitabilmente al decadimento della discussione e quindi, per quanto mi riguarda, alla perdita d'interesse per ulteriore partecipazione.




una del gruppo



fonti (per chi desiderasse approfondire l'argomento):
Arthur Schopenhauer, L'arte di ottenere ragione
Franca D'Agostini, Verità avvelenata, buoni e cattivi argomenti nel dibattito pubblico
Enrico Berti, Contraddizione e dialettica negli antichi e nei moderni
Marcello Frixione, Come ragioniamo.

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cannaminor
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da cannaminor » 07/05/2017, 13:14

Gruppo Vedanta Citra ha scritto:
07/05/2017, 11:20
Osserviamo oggettivamente lo scorrere di questi post, dunque la discussione sovrastante.
Sintetizzando, un utente (lo chiameremo utente a) scrive che il riportare dialoghi i cui interlocutori sono morti o irraggiungibili è inutile, se non dannoso.
Altro utente (lo chiameremo utente b) risponde mostrando come moltissimi (se non tutti) i testi tradizionali siano in forma dialogica e rilevandone l'utilità pratica tradizionale.
Utente a e utente b? Stai scherzando vero? Guarda che gli tenti a e b hanno un nome, di sicuro ce l'ha l'utente a che si è sempre firmato fin dal primo giorno "cannaminor", non altrettanto forse si può dire dell'utente b. Nelle varie cose dette nel "galateo" c'è questa affermazione:
A chi interviene è richiesta l'intellegibilità dello scritto, la chiarezza, la non fumosità, lo sforzo di un linguaggio comprensibile, etc. Gli scritti che non rispettano la consuetudine di una comunicazione limpida verranno considerati a parte, rimossi o cancellati.
Ora visto che gli utenti a e b hanno entrambi un nome e cognome, di cui il primo in uso da sempre dalla vita di questo forum, cannaminor, mi spieghi a che titolo di chiarezza e trasparenza del dialogo devi chiamarli utente a e utente b, visto che hanno un nome ben preciso e identificabile? Perchè molto più semplicemente non riporti il tuo nome con cui ti sei iscritta a questo forum e ne rispondi in prima persona come dovrebbe essere in un qualsiasi scambio di opinioni e pareri?
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: Due tesi, come si vede, diametralmente opposte.

L'utente a avrebbe potuto continuare la discussione sul piano dei contenuti da lui stesso proposti, ma invece fa un'altra scelta: devia l'attenzione sull'utente b, evidenziandone a suo parere la scorrettezza.
Ti sbagli e di grosso pure. Io ti ho risposto esattamente sui contenuti sottolinenado appunto la tesi diametralmente opposta che abbiamo. Anzi ti ho aggiunto pure una nota di rispetto della tua (tesi diametralmente opposta) rispetto alla mia come da risposta che ti riporto.
Quindi devo desumere che i dialoghi che vengono postati altri non sono che una bozza di un futuro "Talks di Bodhananda" (o Premadharma che sia), che una qualche buonanima un giorno metterà insieme e pubblicherà in forma cartacea o altro.
Ok, prendo atto con tutto il rispetto possibile di un'ottica e visione diversa dalla mia, del resto erano solo delle riflessioni che porgevo e null'altro.
In aggiunta a quella risposta ho inoltre, in aggiunta ripeto, sottolineato che trovavo scorretto e non conforme alle direttive iniziali di questo forum, il rispondere o comunque intervenire con un generico e non identificabile nome-firma quale quella di "una del gruppo". Punto.

Nessun artificio, nessun depistaggio, nulla di nulla di quanto poi a seguire mi addebiti e accusi. Era una semplice nota di merito e di forma di partecipazione che non condivido, al pari della non condivisione che ne abbiamo del riportare brani di Bodhananda etc. E come per la prima, potevi benissimo essere d'accordo oppure no e contestarla come hai fatto, possibilmente sarebbe stato meglio contestarla nel merito, nei contenuti, come piace dire a te, cosa che però non ho visto se non in replica di altre accuse e contestazioni che non avevano a che fare con quanto ti si è stato chiesto.
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: L'uso di fallacie logiche, benché non sempre consapevole, porta inevitabilmente al decadimento della discussione e quindi, per quanto mi riguarda, alla perdita d'interesse per ulteriore partecipazione.
Fallacie logiche? non consapevoli addirittura? caspita devo proprio essere un cretino patentato allora!

Le tue benemerite fallacie logiche si riducono ad una semplice domanda: Ti sei inscritta (come tutti noi e allo stesso tempo di tutti noi) con il nome di "anam". Così come io mi sono iscritto col nome di cannaminor, mauro con quello di mauro, cielo con cielo e via dicendo. Lo attesta e dimostra la tua ancora attuale presenza negli "iscritti" e relativi 96 messaggi a tuo carico.

Bene dove è finita anam? io come vedi sono ancora qui, e gli altri pure, e con tale nome e firma ancora scrivo qualcosa e replico e ci metto la faccia. Invece anam dover è finita, dove è? cos'è stata fagocitata dal Gruppo Vedanta Citra dove ha perso la sua identità tanto che ora è "una del gruppo" e nient'altro.

E forse chiedere troppo di saperlo ed averne chiarimenti, visto che mi ripeto ancora, qui su questo forum si era detto dal bell'inizio che ognuno vi partecipava e vi scriveva con la sua di faccia e la sua di firma, quale che fosse, ma la sua una ed unica. Se poi tu hai deciso di cambiare le regole, allora almeno sarebbe giusto e onesto, in onore di quella auspicata chiarezza e trasparenza di cui si parlava, di darne spiegazioni, possibilmente convincenti.

Giusto per ricordartelo ancora una volta, io continuo a firmarmi cannaminor, come dal primo giorno e dire quel che penso sempre e comunque, consapevole o meno che ne sia secondo tua opinione, sei tu piuttosto che hai modificato e cambiato usi e forme, dismettendo il nome che ti eri liberamente scelta tu di portare su questo forum, e vestendone altri o nessuno o vaghi come quello di "una del gruppo" come ti firmi adesso.

Comunque grazie dello scambio, utile e chiarificatore comunque delle nuove dinamiche di questo forum.

cannaminor

Mauro
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Mauro » 07/05/2017, 13:44

Osserviamo oggettivamente lo scorrere di questi post, dunque la discussione sovrastante.
Non hai la qualità inerente ad osservare oggettivamente un bel niente (come nessuno qui, a mio avviso), anche se usi il plurale majestatis e ti nascondi dietro la maschera di un gruppo.

Mauro
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Mauro » 07/05/2017, 14:58

Mi rivolgo a cielo.
Dato che hai a disposizione una marea di informazioni consistenti in numerosi dialoghi di Bo, perchè non li inserisci premettendo ad essi una sorta di "chiavi di ricerca", funzionali ad indirizzare il lettore?
Il titolo è spesso fuorviante.
Se invece preponi al dialogo un certo numero di parole chiave utilizzate nel dialogo, forse la cosa può meglio stimolare l'approfondimento, allorchè la "chiavi" così poste possono risultare sintoniche o addirittura rispondenti alle istanze del singolo utente in un dato momento.
Non so se mi sono espresso in maniera chiara.

Gruppo Vedanta Citra
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Gruppo Vedanta Citra » 08/05/2017, 11:04

Deve esserci stato qualche malinteso. Chiariamoci innanzitutto sulle premesse.
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
su questo forum si era detto dal bell'inizio che ognuno vi partecipava e vi scriveva con la sua di faccia e la sua di firma, quale che fosse, ma la sua una ed unica

Non ricordo.
Quello che ricordo è che si era semplicemente evidenziato il fatto che nel nuovo forum non c'erano più i Pitagorici e ciascuno scriveva a nome suo.
In questo caso, il Gruppo Vedanta Citra scrive a nome suo.

L’iscrizione del Gruppo Vedanta Citra è stata autorizzata. Questo significa che il Gruppo Vedanta Citra, quale membro come un altro, è autorizzato a scrivere a proprio nome. Il Gruppo Vedanta Citra risponde dei suoi membri.

Rispondendo ai contenuti, dovrebbe essere irrilevante che lo scrivente particolare si firmi con un nick che lo individui oppure no.
Trattasi di contenuti.
E’ forse proprio questo fastidio nel trovarsi ad affrontare una voce/contenuto nella sua anonimità che potrebbe indicarci meglio il confine che spesso ci sfugge tra una discussione centrata sui contenuti e una che invece è spostata sulla persona che li espone.

Se si discutono i contenuti e non la persona che li espone, non dovrebbero esserci problemi se di un contenuto risponde un gruppo oppure un individuo. Qualora il gruppo dicesse una castroneria, ne risponde il gruppo, così come se la castroneria la dicesse un singolo.

Visto che si è arrivati a citare il Galateo, ricordiamo la prima riga:

"Richiesto il rispetto delle pratiche, dei culti, dei maestri di ognuno."

Pratica e culto di alcuni potrebbe essere riportare le parole dei Maestri (come tra l’altro era stato indicato alla persona dal suo riferimento). Le pressanti richieste di spiegazioni sul perché e percome, a cui ogni risposta resta sempre comunque insoddisfacente in quanto richiedente e rispondente seguono pratiche diverse, potrebbero alla lunga diventare una mancanza di rispetto.


Ancora dal Galateo:

"Qui non ci sono moderatori. Ciascuno è responsabile del proprio comportamento che deve essere sempre finalizzato a facilitare discussioni costruttive. Si desidererebbe che questo forum ospitasse persone mature in grado di automoderarsi nell'interesse proprio e di tutta la community."

Non si parla di individui. Ciascuno è responsabile del proprio comportamento: il Gruppo Vedanta Citra è responsabile del proprio comportamento. I suoi membri si impegnano ad automoderarsi.

Ancora dal Galateo:

"i commenti ad personam (argumentum ad hominem). In questa categoria rientrano tutti i commenti che implichino qualsiasi giudizio personale sull'interlocutore, specialmente se negativo. Un valido criterio per stabilire che cosa sia da evitare è: tutto ciò che potrebbe produrre una reazione di risentimento; nel dubbio si consiglia di astenersi, s'invitano quindi gli utenti a riflettere prima di lasciar andare le dita sulla tastiera."

Nella discussione qui in corso, pare si sia entrati in merito alla persona e alla sua scelta di anonimità.


Ancora dal Galateo:

impedire scontri personali fra i partecipanti, facendo sempre rispettare la regola che "qui non si discutono le persone".


Vedi sopra.

Il mio stesso intervento qui è entro il nick del Gruppo Vedanta Citra e in suo nome, in rispetto al regolamento, che dice:

- accertarsi che la discussione rimanga sempre in tema. Gli Off Topic (ot) sono consentiti, purché rimangano limitati e permettano di ritornare in tema al più presto;
- impedire scontri personali fra i partecipanti, facendo sempre rispettare la regola che "qui non si discutono le persone".
Il fatto di essere responsabile di un thread implica che l'utente attivi un sano senso di responsabilità verso tutta la community.


Rispondo quindi entro Citra in quanto responsabile del thread. Mi firmo con nick personale esclusivamente per evitare ulteriori polemiche inutili.


Un’altra del gruppo: scriba.

cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14

Comunque grazie dello scambio, utile e chiarificatore comunque delle nuove dinamiche di questo forum.

cannaminor

Punti di vista. A me le dinamiche appaiono sempre le stesse. C'è un Gruppo Vedanta Citra, come già c'era. C'è la reazione contrariata a quasi qualsiasi cosa il Gruppo Vedanta Citra posti, come già c'era.
Dov'è la novità?

Mauro
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Mauro » 08/05/2017, 12:16

Questo significa che il Gruppo Vedanta Citra, quale membro come un altro, è autorizzato a scrivere a proprio nome. Il Gruppo Vedanta Citra risponde dei suoi membri.
Diconsi: "scatole cinesi".

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cannaminor
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da cannaminor » 08/05/2017, 19:14

Gruppo Vedanta Citra ha scritto: Deve esserci stato qualche malinteso. Chiariamoci innanzitutto sulle premesse.
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
su questo forum si era detto dal bell'inizio che ognuno vi partecipava e vi scriveva con la sua di faccia e la sua di firma, quale che fosse, ma la sua una ed unica

Non ricordo.
Quello che ricordo è che si era semplicemente evidenziato il fatto che nel nuovo forum non c'erano più i Pitagorici e ciascuno scriveva a nome suo.
In questo caso, il Gruppo Vedanta Citra scrive a nome suo.
Gruppo per gruppo allora perchè non iscrivere anche il Gruppo Yoga Vedanta, presistente sui Pitagorici, o quello Gruppo Sorrico del Cuore, sempre gruppi sono, no?
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: L’iscrizione del Gruppo Vedanta Citra è stata autorizzata. Questo significa che il Gruppo Vedanta Citra, quale membro come un altro, è autorizzato a scrivere a proprio nome. Il Gruppo Vedanta Citra risponde dei suoi membri.
Il Gruppo Vedanta Citra risponde dei suoi membri: si anche tutte le varie forme societarie lo fanno in qualche modo e maniera con tutte le varianti giuridiche-commerciali-amministrative del caso. Quello che viene meno secondo me è il partecipare e rispondere in prima persona, che era proprio quella cosa che si auspicava su questo forum. Dire che un gruppo risponde ed è un membro come un'altro, secondo me non è vero, perchè facenti parti del gruppo siete più e diverse persone, ed hai voglia a dire che la pensate e la vedete e la credete tutti allo stesso modo tanto da ripondere all'unisono una per l'altra. Non è così, siete persone diverse con cammini e percorsi diversi, ma sopratutto siete diverse nella vostra testimonianza di voi. Nessuna di voi può testimoniarsi al posto di un'altra, per quanto simile e condivisa si voglia che sia il gruppo e l'unione. Nessuna di voi può parlare al 100% per nome e per conto delle altre, perchè non siete le stesse identiche l'una l'altra, per quanto simili e per quanto auspicate e vogliate essere simili e condividire ogni intento e anelito, così non è. Non siete uguali ma diverse ed anche fosse solo per l' 1% la diversità, basta e avanza per giustificare che ognuno parli per se stesso e non per il prossimo, gruppo o non gruppo che sia.

Questa è la mia posizione, i miei contenuti, io la vedo così, poi ovviamente ognuno libero e giustificato di vederla come meglio vuole e crede, come mi sembra ovvio e scontato e senza bisogno di doverlo sempre ripetere. Sto esprimendo il mio pensiero in merito, tutto qui. Non voglio convincere nessuno, non è un'istruzione nè tanto meno un'insegnamento, non è nulla di nulla se non il mio semplice pensiero a riguardo.
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: Rispondendo ai contenuti, dovrebbe essere irrilevante che lo scrivente particolare si firmi con un nick che lo individui oppure no.
Trattasi di contenuti.
E’ forse proprio questo fastidio nel trovarsi ad affrontare una voce/contenuto nella sua anonimità che potrebbe indicarci meglio il confine che spesso ci sfugge tra una discussione centrata sui contenuti e una che invece è spostata sulla persona che li espone.

Se si discutono i contenuti e non la persona che li espone, non dovrebbero esserci problemi se di un contenuto risponde un gruppo oppure un individuo. Qualora il gruppo dicesse una castroneria, ne risponde il gruppo, così come se la castroneria la dicesse un singolo.
Come già detto secondo me il problema c'è, per il semplice fatto che per quanto il gruppo ne risponda dei suoi membri e di ciò che dicono e affermano (contenuti), questi, i contenuti non saranno mai gli stessi identici a secondo di chi prende la parola per il gruppo. Se io dialogo con il "gruppo", e ci dialogo sui contenuti (come mi sembra ovvio e scontato), se questi di volta in volta, a secondo dell'interlocutore dall'altra parte cambiano anche solo di poco a motivo della differente persona che li va ad esporre e testimoniare, io non capisco più con chi sto parlando, perchè la testimonianza di ritorno che ne ho varia (mettiamo pure anche di poco) da interlocutore del gruppo ad interlocutore del gruppo. Non mi vorrai venire a dire e convincere che lo stesso identico dialogo di contenuti avuto con te, scriba, e con anam troverebbe le stesse argomentazioni, risposte, e contenuti dall'una all'altra pur facenti parte dello stesso gruppo? Io non penso in tutta franchezza, se questo dialogo venisse condotto in parallelo, sicuramente ad un certo punto divergerebbe in funzione della vostra stessa diversità di persona; e quindi quale delle due allora sarebbe rappresentativa del Gruppo di cui fate parte?
È questo che contesto di fondo, l'impossibilità da parte di qualunque gruppo di poter parlare all'unisono, questo almeno fino a che è composto da individui, quindi diversi e distinti l'uno dall'altro, per quanto simili. Tutto qui. A me piace parlare con le persone e sapere che la persona che ho davanti, chiunque essa sia, è una, integra e indivisa, che la testimonianza che mi porta e offre in condivisione sia la sua, la sua unica e indivisa testimonianza, non una testimonianza collettiva e miscelata, pur nelle migliori intenzioni. Non so spero di aver chiarito il mio punto di vista, i contenuti in merito a tale questione dei gruppi e loro partecipazione. Che poi l'owner a suo tempo l'abbia autorizzato etc etc, sì sarà anche tutto vero, ma la mia posizione e contenuto in merito non cambia.
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: Visto che si è arrivati a citare il Galateo, ricordiamo la prima riga:

"Richiesto il rispetto delle pratiche, dei culti, dei maestri di ognuno."

Pratica e culto di alcuni potrebbe essere riportare le parole dei Maestri (come tra l’altro era stato indicato alla persona dal suo riferimento). Le pressanti richieste di spiegazioni sul perché e percome, a cui ogni risposta resta sempre comunque insoddisfacente in quanto richiedente e rispondente seguono pratiche diverse, potrebbero alla lunga diventare una mancanza di rispetto.
Le pratiche e i culti in ambito spirituale sono talmente ampie, varie e variegate, che praticamente vi trova spazio tutto ed il contrario di tutto.
Tra tutte queste, il riportare le parole dei maestri, o del proprio maestro nello specifico, di certo è pratica ampiamente e globalmente in uso, quindi di sicuro non mi meraviglia nè stupisce, anzi. Anche qui come per altre cose di nuovo io ho solo esposto il mio pensiero, cercando di spiegarlo al meglio che potevo con le persone interessate a tale pratica. Esposto la mia visione delle cose e chiesto spiegazioni della altrui, per capire, conoscere, comprendere quali fossero le motivazioni che spingevano una persona a postare brani di maestri o del proprio "maestro". Non ho accusato nessuno, offeso nessuno, denigrato nessuno, ho solo ed unicamente chiesto quale fossero le motivazioni di un certo agire, perchè lo volevo comprendere, se ci riuscivo. Quindi non è una mancanza di rispetto, anzi tra le due è proprio rispetto e interesse di capire e comprendere che chiedo spiegazioni. Se non me ne fregasse nulla non chiederei nulla. Per di più tale tread ha avuto per lo più luogo con cielo, con cui si ha una lunga vicinanza spirituale e di certo sarebbe l'ultima persona al mondo che vorrei mai offendere e cui mancare di rispetto.


Gruppo Vedanta Citra ha scritto: "i commenti ad personam (argumentum ad hominem). In questa categoria rientrano tutti i commenti che implichino qualsiasi giudizio personale sull'interlocutore, specialmente se negativo. Un valido criterio per stabilire che cosa sia da evitare è: tutto ciò che potrebbe produrre una reazione di risentimento; nel dubbio si consiglia di astenersi, s'invitano quindi gli utenti a riflettere prima di lasciar andare le dita sulla tastiera."

Nella discussione qui in corso, pare si sia entrati in merito alla persona e alla sua scelta di anonimità.
Si è chiesto chiarimenti e motivazioni di questa scelta di anonimità, visto che all'inizio invece un nome ce l'aveva ed una firma pure, anam.
Anche qui mi sembra ampiamente legittimo chiederlo, e a chi dovrei chiederlo se non alla persona interessata? Poi questa persona può rispondere o meno, glissare o meno, inventarsi argumentum ad hominem, fare come meglio vuole, comunque e quantunque ogni sua azione o non azione sarà una risposta.

Di personale non c'è nulla se non che visto che se ne sta chiedendo delle motivazioni di comportamento sul forum, ovvio che alla persona sono rivolte, il contenuto è proprio questo, dove è finito e perchè il nome "anam" è sparito dalla circolazione? Si chiede conto (sempre che lo si voglia dare) di un'azione che è sotto gli occhi di tutti, mica è un segreto. Poi uno può benissimo rispondere "sono cavoli miei e non ne voglio parlare e dare alcuna spiegazione" ed anche questa è una (legittima) risposta. Non pongo mica ipoteche sulle risposte, ognuno risponde come vuole o non risponde affatto (che è comunque un rispondere), ma questo è sempre e comuque qualcosa inerente i contenuti di comportamento su questo forum, e non specifici e offensivi di alcuno. Si è solo chiesto, non si sono formulati giudizi nè condanne di alcun tipo, si è solo chiesto perchè?
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: Rispondo quindi entro Citra in quanto responsabile del thread. Mi firmo con nick personale esclusivamente per evitare ulteriori polemiche inutili.

Un’altra del gruppo: scriba.
Nessuna polemica e sull'inutilità questo è un tuo parere anzi giudizio. Comunque buono a sapersi che sei scriba, tanto che mi verrebbe da chiedere ma perchè non hai scritto come scriba invece che come gruppo come hai fatto. Se sei tu a scrivere perchè non ti firmi per chi sei invece che per chi appartieni come gruppo?
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14

Comunque grazie dello scambio, utile e chiarificatore comunque delle nuove dinamiche di questo forum.

cannaminor
Gruppo Vedanta Citra ha scritto: Punti di vista. A me le dinamiche appaiono sempre le stesse. C'è un Gruppo Vedanta Citra, come già c'era. C'è la reazione contrariata a quasi qualsiasi cosa il Gruppo Vedanta Citra posti, come già c'era.
Dov'è la novità.
Infatti non c'è nessuna novità nemmeno nel vittimismo di cui continua a farsi carico il gruppo Citra. Sicura che sia anche la tua? E comunque se già c'era come dici, si vede che inquanto membro uno e singolo quale si firma, evidentemente solleva delle contrarietà negli altri, se quella è la reazione che riscontri.

scriba
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da scriba » 08/05/2017, 20:18

Posso capire molti dei punti che spieghi, ma non riesco a capire a cosa dovrebbero servirti le eventuali risposte.
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
perchè non iscrivere anche il Gruppo Yoga Vedanta, presistente sui Pitagorici, o quello Gruppo Sorrico del Cuore, sempre gruppi sono, no?
Che ne so. Se vogliono si possono iscrivere, no?
Qual è il punto?
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
Quello che viene meno secondo me è il partecipare e rispondere in prima persona, che era proprio quella cosa che si auspicava su questo forum
Il Gruppo Vedanta Citra lavora da anni sui testi. Non è qui per testimoniare e discorrere, ma per lavorare. Capita che quando si lavora c'è comunque spesso qualcuno che obietta - lo si riscontra, senza vittimismo, è solo una constatazione statistica - e quindi si risponde in nome del gruppo.

Per partecipare e rispondere in prima persona, abbiamo i nostri nick individuali.

Cos'è che non è chiaro? Dov'è il problema?
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
Si è solo chiesto, non si sono formulati giudizi nè condanne di alcun tipo, si è solo chiesto perchè?
Non entro in merito ai motivi perché non mi riguarda, e veramente neanche mi interessa.
Perché ti interessa sapere il perché? A cosa ti serve saperlo? Cosa ti cambia, e perché?
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
Nessuna polemica e sull'inutilità questo è un tuo parere anzi giudizio.
Possibile. Non ho mai incontrato una polemica che sia servita a qualcosa se non a perdere un sacco di tempo, quindi appena ne sento l'odore vedo di troncarla, se possibile.
Scusa se non era una polemica ma solo una serie di richieste, non è facile distinguere, specialmente se i toni non sono del tutto puliti.
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
Comunque buono a sapersi che sei scriba, tanto che mi verrebbe da chiedere ma perchè non hai scritto come scriba invece che come gruppo come hai fatto. Se sei tu a scrivere perchè non ti firmi per chi sei invece che per chi appartieni come gruppo?

L'ho spiegato sopra. Perché sono intervenuta in conformità a quanto richiesto dal Galateo. Del thread è responsabile chi lo apre, e di conseguenza ho agito.
A me non fa alcuna differenza, perché per te è importante?
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
Infatti non c'è nessuna novità nemmeno nel vittimismo di cui continua a farsi carico il gruppo Citra.
Se non c'era polemica, non c'è neanche vittimismo.
Semplice constatazione di quello che accade e è accaduto, osservazione sperimentale.
Si posta qualcosa a nome del Gruppo Vedanta Citra, e chi non lavora nel gruppo solleva obiezioni.
cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
Sicura che sia anche la tua?
Questo cosa c'entra?
Ho chiesto un parere sul mio eventuale vittimismo o non vittimismo, o altre mie o altrui problematiche personali?
Qualora il vittimismo fosse o non fosse anche mio, a cosa ti serve saperlo? Perché lo chiedi?

cannaminor ha scritto:
07/05/2017, 13:14
E comunque se già c'era come dici, si vede che inquanto membro uno e singolo quale si firma, evidentemente solleva delle contrarietà negli altri, se quella è la reazione che riscontri.
E quindi?
E' un problema mio / nostro la contrarietà altrui?
Posso fare qualcosa per non suscitare la contrarietà altrui? Cosa?

Mauro
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Re: Riflessioni su "dialoghi dIstruzione I"

Messaggio da Mauro » 08/05/2017, 20:21

Suggerisco più yoga e meno yogurt nella dieta....

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