cannaminor ha scritto: ↑25/02/2017, 8:56
Mauro ha scritto: ↑24/02/2017, 22:39
E comunque se volete postare il vostro sentire senza glosse, aprite un diario come ho fatto io ed esponetevi come ho fatto io.
Il problema è che per esporre-mostrare un "io" intanto bisogna vederlo, e già non è facilissimo, e poi accettarne anche l'ipotesi, così facendo, di poterne perdere dei pezzi per strada, avendoli magari riconosciuti non tuoi (non io), il che fa ancora più paura.
Molto più comodo e facile barricarsi dietro presunte privacy, intimità, interiorità inviolate e nascoste, così non si rischia alcun sguardo indiscreto, a cominciare proprio dal proprio.
sì, avete ragione entrambi, ma se mi metto nei panni dell'"avvocato del diavolo" mi verrebbe da dire che un po' di tempo fa erano di moda i blog, dove il proponente postava libero ciò che gli pareva, senza limiti, a parte queli della legge italiana a tutela di diritti vari, se su un blog inneggio alla pedofilia vengo oscurato (appena mi beccano). Capita a volte di incappare in qualche blog, ma a parte quelli di cucina, un po' più vivi, ne vedo tanti secchi da anni. Parlare da soli annoia e non porta cammelli in dono?
Ora ha preso piede fb che però è più una vetrina di sé stessi, ma anche in quell'ambito, soprattutto i giovani, vediamo come si rischi di esporsi al "bullismo" dei commentatori. Magari prima o poi prenderanno piede, o forse ci sono già, ricerche antropologiche sui branchi di fb.
Gli amici "lodano", ma qualcuno potrebbe dileggiare o biasimare. Chi cerca e gioisce per la lode, si espone al biasino, dicono i saggi. E' il gioco duale degli opposti, non tutti sono pronti a vederlo e a trascenderlo, secondo me. Tanti abbandonano le vetrine di fb, si sentono "più protetti". Chissa tra 20 anni come si saranno evoluti i costumi web.
I foruṃ..è possibile che aiutino a perdere dei pezzi di io per strada? Penso di sì, ma mi domando come.
Secondo voi accade perchè esponendosi "nudi e crudi" già si fa un buon servizio a sé stessi e al prossimo, oppure perchè grazie all'interazione con l'altro, portatore di modalità espressive diverse, altri vissuti, altre visioni o punti di vista, la "carta a vetro dell'io si liscia, ma quasi sempre con un certo dolore?
Come esperienza di vita "reale" ho a che fare con persone estremamente giudicanti e critiche.
Un compagno di viaggio da 36 anni, mi cazzia per ogni minimo errore, e io che sono distratta e disordinata, sono spesso esposta al rimprovero.
Negli anni ho imparato a soffrire di meno o per niente, a reagire a freddo, non al momento della stilettata.
Ieri sera me ne è venuta una bella, ero stata rimproverata non ricordo per cosa (resetto ogni volta) e ho detto:
Forse ci siamo già incontrati nel deserto (amiamo entrambi la musica tuareg di bompino, tra le pochissime condivisioni e interazioni) e lì se uno versa la borraccia d'acqua per distrazione è morto. In quel caso ben venga il rimprovero (e la prevenzione).