Mauro ha scritto:
Mi interessa capire perchè provo questa sensazione di vuoto abissale. Punto.
Che tutto sia una illusione o che tutto è brahman non me ne può fregà de meno.
Io non so perchè tu provi questa sensazione di vuoto abissale.
Però so che io la provo perchè ciò che sento è il timore dell'ignoto, una sorta di horror vacui, la paura della fine dell'individuazione.
Benchè le testimonianze dei conoscitori concordino nell'affermare che ciò che appare a me - ente individuato - come un abisso vuoto è invece
purna, infinita pienezza, non sono ancora riuscita a superare completamente questa paura, nonostante la fiducia che ripongo in tali testimonianze.
Evidentemente la paura è più forte della fiducia, al momento.
Perchè?
Perchè l'adesione alla manifestazione è tuttora fortissima.
E tuttavia sento di condividere questo dialogo:
Un pagano disse [a un cristiano]: ti vedo inginocchiato con grande devozione, mentre versi lacrime di amore sincero e non falso. Dimmi, chi sei?
CRISTIANO. Sono cristiano.
PAGANO. Che cosa adori?
CRISTIANO. Dio.
PAGANO. Chi è il Dio che adori?
CRISTIANO. Non lo so.
PAGANO. Come fai ad adorare con tanta serietà ciò che non conosci?
CRISTIANO. Adoro perché ignoro.
PAGANO. Mi stupisco che l’uomo possa essere preso da ciò che ignora.
CRISTIANO. È più strano che l’uomo sia preso da ciò che crede di sapere.
PAGANO. Perché?
CRISTIANO. Perché conosce meno ciò che crede di sapere di ciò che sa di ignorare.
...
Sia, dunque, benedetto nei secoli Dio che si nasconde
agli occhi di tutti i sapienti del mondo.
da Dialogo sul Dio nascosto
tra due, dei quali l'uno gentile, l'altro Cristiano
Nicola Cusano
P.s. Peccato per Silence.
Ci sono, è vero, alcune scene dure e crude, ma si tratta, a mio sentire, di un'opera d'arte in cui si mostra il senso della vera rinuncia.