Il gruppo che cura Vedanta.it inizia ad incontrarsi sul web a metà degli anni 90. Dopo aver dialogato su mailing list e forum per vent'anni, ha optato per questo forum semplificato e indirizzato alla visione di Shankara.
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Grazie

Bodhananda - riflessi

Teoria e dottrina.
Mauro
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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Mauro » 11/02/2017, 19:17

Fedro ha scritto:
11/02/2017, 19:10
Mauro ha scritto:
11/02/2017, 17:49
Non ti capisco, Fedro: e fino a quando continuerai a rispondermi con frasi che parlano di cose delle quali hai solo sentito dire (ad esempio "il riflesso che non può testimoniare il sole", o "l'io-corpo come simulacro/ illusione"), invece che parlare di te, non ti capirò.
perchè dici che non parlo di questo "me"?
e cos'è il riflesso?
E l'io-corpo?
"Questo me"? Perchè non dici "io"?
Pensi che utilizzare definizioni che hai letto dai testi ti aiuti nel "mitico" distacco?
E comunque: perchè senti l'esigenza di spostare il baricentro del problema?
Che io (pardon: "questo me"...), sia o no un "riflesso (del "sè", immagino), in questo contesto non mi interessa.
Mi interessa capire perchè provo questa sensazione di vuoto abissale. Punto.
Che tutto sia una illusione o che tutto è brahman non me ne può fregà de meno.

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Fedro
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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Fedro » 11/02/2017, 19:38

Mauro ha scritto:
11/02/2017, 19:17

"Questo me"? Perchè non dici "io"?
mauro, devo utilizzare le stesse parole che pensi tu?
Comunque ho utlizzato "questo me" in quanto hai chiesto ad un "tu" nel quale identificarmi, ma il succo non cambia..
Pensi che utilizzare definizioni che hai letto dai testi ti aiuti nel "mitico" distacco?
E comunque: perchè senti l'esigenza di spostare il baricentro del problema?
Che io (pardon: "questo me"...), sia o no un "riflesso (del "sè", immagino), in questo contesto non mi interessa.
Mi interessa capire perchè provo questa sensazione di vuoto abissale. Punto.
Che tutto sia una illusione o che tutto è brahman non me ne può fregà de meno.
scusami ma ho semplicemente parlato della mia esperienza, per quanto infarcita da immagini metaforiche: mi spiace se abbiano confuso l'argomentazione.
Il vuoto abissale?Ti chiedi perchè?
E' magari il timore di una dissoluzione dell'io, un suo disperdersi?
Francamente non me lo sono mai chiesto più di tanto, me la vivo e basta, come sensazione tra le altre, ciao

anam

Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da anam » 11/02/2017, 20:20

Mauro ha scritto:
Mi interessa capire perchè provo questa sensazione di vuoto abissale. Punto.
Che tutto sia una illusione o che tutto è brahman non me ne può fregà de meno.

Io non so perchè tu provi questa sensazione di vuoto abissale.
Però so che io la provo perchè ciò che sento è il timore dell'ignoto, una sorta di horror vacui, la paura della fine dell'individuazione.
Benchè le testimonianze dei conoscitori concordino nell'affermare che ciò che appare a me - ente individuato - come un abisso vuoto è invece purna, infinita pienezza, non sono ancora riuscita a superare completamente questa paura, nonostante la fiducia che ripongo in tali testimonianze.
Evidentemente la paura è più forte della fiducia, al momento.
Perchè?
Perchè l'adesione alla manifestazione è tuttora fortissima.

E tuttavia sento di condividere questo dialogo:

Un pagano disse [a un cristiano]: ti vedo inginocchiato con grande devozione, mentre versi lacrime di amore sincero e non falso. Dimmi, chi sei?
CRISTIANO. Sono cristiano.
PAGANO. Che cosa adori?
CRISTIANO. Dio.
PAGANO. Chi è il Dio che adori?
CRISTIANO. Non lo so.
PAGANO. Come fai ad adorare con tanta serietà ciò che non conosci?
CRISTIANO. Adoro perché ignoro.
PAGANO. Mi stupisco che l’uomo possa essere preso da ciò che ignora.
CRISTIANO. È più strano che l’uomo sia preso da ciò che crede di sapere.
PAGANO. Perché?
CRISTIANO. Perché conosce meno ciò che crede di sapere di ciò che sa di ignorare.
...

Sia, dunque, benedetto nei secoli Dio che si nasconde
agli occhi di tutti i sapienti del mondo.


da Dialogo sul Dio nascosto
tra due, dei quali l'uno gentile, l'altro Cristiano
Nicola Cusano



P.s. Peccato per Silence.
Ci sono, è vero, alcune scene dure e crude, ma si tratta, a mio sentire, di un'opera d'arte in cui si mostra il senso della vera rinuncia.

Mauro
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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Mauro » 11/02/2017, 20:38

Grazie, anam.
Ecco il Deus Absconditus di cui parlavo. Mi riferivo proprio a Cusano.
Curioso come la frase finale di quel dialogo ("l'uomo conosce meno ciò che crede di sapere di ciò che sa di ignorare"), fosse la mia firma nell'altro forum pitagorico.

latriplice
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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da latriplice » 11/02/2017, 21:16

Fedro ha scritto:
11/02/2017, 14:02
latriplice ha scritto:
11/02/2017, 12:16
Cielo ha scritto:

Cosa c'è? Come sapere qualcosa che non si è sperimentato?

Gli occhi non possono vedere se stessi ma il fatto che io vedo sono una prova inconfutabile della loro presenza. Allo stesso modo, non posso vedere me stesso in quanto consapevolezza-brahman, ma il fatto che io percepisca oggetti è una prova inconfutabile della sua presenza che io sono. Pertanto si sta sperimentando il Brahman 24/7 come dicono gli inglesi soltanto che lo si ignora e questa ignoranza ha fatto la differenza.

Il Brahman è in piena evidenza per la ragione discriminante.
La discriminazione però, non procede tramite la logica dell'inferenza, ma della constatazione esperienziale, tant'è che si parla sempre di conoscenza diretta

Gli oggetti che appaiono e splendono nella luce della mia coscienza rivelano la mia presenza in quanto consapevolezza-brahman. Sono cosciente di ciascun veicolo di espressione dell'Atman, e andando per esclusione non mi rimangono molte opzioni in cui riconoscermi. Più di constatazione esperenziale di così non so a cosa ti riferisci. Forse non te ne rendi conto e ti aspetti che sia qualche esperienza mistica trascendente fuori dall'ordinario. Se non fossi questa consapevolezza non sarei testimone di nulla. Semplice. E' una conoscenza diretta perché mi riconosco per identità in quel testimone e non una conoscenza indiretta basata sulla relazione duale tipica del manas rispetto la quale si tenta di sperimentare la consapevolezza-brahman come un oggetto distinto e discreto dal soggetto-sperimentatore. Anche perché ciò è impossibile. Gli occhi non possono osservare se stessi, ma vengono rivelati dalla presenza della visione. Se non avessi occhi per vedere non vedrei nulla. Pertanto gli oggetti per quanto transitori la loro apparenza, rivelano inconfutabilmente la mia presenza costante 24 ore al giorno 7 giorni la settimana.

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Fedro » 11/02/2017, 21:55

latriplice ha scritto:
11/02/2017, 21:16
Fedro ha scritto:
11/02/2017, 14:02
latriplice ha scritto:
11/02/2017, 12:16
Cielo ha scritto:

Cosa c'è? Come sapere qualcosa che non si è sperimentato?

Gli occhi non possono vedere se stessi ma il fatto che io vedo sono una prova inconfutabile della loro presenza. Allo stesso modo, non posso vedere me stesso in quanto consapevolezza-brahman, ma il fatto che io percepisca oggetti è una prova inconfutabile della sua presenza che io sono. Pertanto si sta sperimentando il Brahman 24/7 come dicono gli inglesi soltanto che lo si ignora e questa ignoranza ha fatto la differenza.

Il Brahman è in piena evidenza per la ragione discriminante.
La discriminazione però, non procede tramite la logica dell'inferenza, ma della constatazione esperienziale, tant'è che si parla sempre di conoscenza diretta

Gli oggetti che appaiono e splendono nella luce della mia coscienza rivelano la mia presenza in quanto consapevolezza-brahman. Sono cosciente di ciascun veicolo di espressione dell'Atman, e andando per esclusione non mi rimangono molte opzioni in cui riconoscermi. Più di constatazione esperenziale di così non so a cosa ti riferisci. Forse non te ne rendi conto e ti aspetti che sia qualche esperienza mistica trascendente fuori dall'ordinario. Se non fossi questa consapevolezza non sarei testimone di nulla. Semplice. E' una conoscenza diretta perché mi riconosco per identità in quel testimone e non una conoscenza indiretta basata sulla relazione duale tipica del manas rispetto la quale si tenta di sperimentare la consapevolezza-brahman come un oggetto distinto e discreto dal soggetto-sperimentatore. Anche perché ciò è impossibile. Gli occhi non possono osservare se stessi, ma vengono rivelati dalla presenza della visione. Se non avessi occhi per vedere non vedrei nulla. Pertanto gli oggetti per quanto transitori la loro apparenza, rivelano inconfutabilmente la mia presenza costante 24 ore al giorno 7 giorni la settimana.
Di sicuro che, come dici tu, non mi renda conto
(di tante cose, aggiungerei).
Nella fattispecie comunque, mi riferivo al tuo ragionamento, e che si strutturava su semplici inferenze, punto.

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da latriplice » 11/02/2017, 22:02

Fedro ha scritto:

Ho semplicemente affermato che so quello che non sono, ma come potrei mai sapere ciò che sono:
può forse un riflesso testimoniare tutto il sole?


Hai semplicemente affermato che sai quello che non sei, ma nonostante tutto ti ritieni un riflesso e non il sole, e ovviamente non puoi testimoniare tutto il sole. Non fa una piega.

Ma non sarebbe meglio dire, in virtù della discriminazione-viveka, che non sei quello che sai, incluso il riflesso-jiva-persona che conosci e rovesciare i termini della preposizione e affermare l'ovvio, e cioè che è il sole che testimonia un suo riflesso invece di basarti su mere inferenze e non sui fatti?

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Fedro » 11/02/2017, 22:44

Ma non sarebbe meglio dire, in virtù della discriminazione-viveka, che non sei quello che sai, incluso il riflesso-jiva-persona che conosci e rovesciare i termini della preposizione e affermare l'ovvio, e cioè che è il sole che testimonia un suo riflesso invece di basarti su mere inferenze e non sui fatti?
Cioè? Io sarei il sole che testimonia?
E ciò sarebbe ovvio, come fossi Shankara?
E ciò sarebbe frutto di viveka?
E ciò sarebbe un fatto e non un inferenza?
Scusami, sarà che ho bevuto della birra, ma mi gira la testa..

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da latriplice » 11/02/2017, 23:58

Fedro ha scritto:
11/02/2017, 22:44
Ma non sarebbe meglio dire, in virtù della discriminazione-viveka, che non sei quello che sai, incluso il riflesso-jiva-persona che conosci e rovesciare i termini della preposizione e affermare l'ovvio, e cioè che è il sole che testimonia un suo riflesso invece di basarti su mere inferenze e non sui fatti?
Cioè? Io sarei il sole che testimonia?
E ciò sarebbe ovvio, come fossi Shankara?
E ciò sarebbe frutto di viveka?
E ciò sarebbe un fatto e non un inferenza?
Scusami, sarà che ho bevuto della birra, ma mi gira la testa..
Tu che bevi della birra? Com'è possibile? Non ti si può attribuire alcun karma a meno che non ti identifichi con i vari ego-sperimentatori che si alternano nei stati di veglia, sogno e sonno. Questa è viveka.

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Fedro » 12/02/2017, 5:39


Tu che bevi della birra? Com'è possibile? Non ti si può attribuire alcun karma a meno che non ti identifichi con i vari ego-sperimentatori che si alternano nei stati di veglia, sogno e sonno. Questa è viveka.
"a meno che non mi identifico.."?
E cos'è viveka, un gioco di prestigio ad opera della mente?
Oppure stai condividendo qui dal " quarto stato " (turiya):
lo stato di Coscienza Shankara che testimonia, avendoli trascesi, veglia-sonno e sonno profondo?
Viveka è sempre soltanto quello che c'è adesso per lo stato di coscienza che lo contempla, dunque non capisco mai questi tuoi virtuosismi e iperboli mentali a cosa portino...

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Mauro » 12/02/2017, 7:33

Fedro, amico mio, non dar fuoco alla benzina dei contorcimenti concettuali di latriplice.
Non vuole neanche rispondere ad una domanda semplice semplice come la mia...
Ma il perchè è ovvio: ciò gli imporebbe di fare una riflessione su di se e questo gli farebbe perdere il segno che tiene col dito nell'ennesimo testo che va proclamando, senza che dalle sue parole trasudi un benchè minino esempio di una sua propria testimonianza.

Con tutto il rispetto per la persona e la sua conoscenza concettuale, verso la quale m'inchino.

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da latriplice » 12/02/2017, 10:59

Mauro ha scritto:

Tu in particolare, latriplice, che ostenti sempre tanta sicurezza nel tuo dire, lo hai "trovato" il """"brahman""" in questo burrone?

Ti ho risposto indirettamente nei miei interventi e lo ribadisco ora: l'errore sta nell'invertire i due termini della preposizione in cui l'oggetto che appare alla tua coscienza sottoforma di ego-sperimentatore dello stato di veglia si attribuisce la soggettività della coscienza e vuole conoscere quest'ultima, la sua sorgente, come un oggetto separato e distinto. Finchè perdura questa identificazione e conseguente sovrapposizione tra i due termini la confusione persiste. La confusione che si manifesta con affermazione del tipo " Ho bevuto della birra", o "che mi gira la testa" o la domanda tua di cui sopra.
Pertanto non è possibile ne gettarsi nell'abisso ne trovare il Brahman. Ti ci trovi dall'eternità. Ma non lo cogli perché nonostante l'evidenza che ti indica il contrario tu continui a percepire e vivere dalla prospettiva temporanea dell'oggetto, la persona che credi di essere, che vive in prestito della soggettività della sorgente.

PS: ovviamente sono giunto a questa conclusione dopo un'attenta analisi e profonda riflessione suggeritami dal Vedanta di cui questo forum, si spera, sia promotore.

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Fedro » 12/02/2017, 12:45


PS: ovviamente sono giunto a questa conclusione dopo un'attenta analisi e profonda riflessione suggeritami dal Vedanta di cui questo forum, si spera, sia promotore.
Mi potresti indicare i passi che hai letto in cui si dice che basta invertire la prospettiva di visione o i termini del soggetto per trovarsi laddove ci si immagina..?

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da latriplice » 12/02/2017, 13:23

Fedro ha scritto:
12/02/2017, 12:45

PS: ovviamente sono giunto a questa conclusione dopo un'attenta analisi e profonda riflessione suggeritami dal Vedanta di cui questo forum, si spera, sia promotore.
Mi potresti indicare i passi che hai letto in cui si dice che basta invertire la prospettiva di visione o i termini del soggetto per trovarsi laddove ci si immagina..?
Tat tvam asi?

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Fedro » 12/02/2017, 13:29

latriplice ha scritto:
12/02/2017, 13:23
Fedro ha scritto:
12/02/2017, 12:45

PS: ovviamente sono giunto a questa conclusione dopo un'attenta analisi e profonda riflessione suggeritami dal Vedanta di cui questo forum, si spera, sia promotore.
Mi potresti indicare i passi che hai letto in cui si dice che basta invertire la prospettiva di visione o i termini del soggetto per trovarsi laddove ci si immagina..?
Tat tvam asi?
D'accordo, e aldilà del significato letterale, come lo spiega ad esempio un Raphael?
Non ne ho la minima idea, né sottomano il testo in cui ne parla

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da latriplice » 12/02/2017, 14:17

Fedro ha scritto:
12/02/2017, 13:29
latriplice ha scritto:
12/02/2017, 13:23
Fedro ha scritto:
12/02/2017, 12:45

PS: ovviamente sono giunto a questa conclusione dopo un'attenta analisi e profonda riflessione suggeritami dal Vedanta di cui questo forum, si spera, sia promotore.
Mi potresti indicare i passi che hai letto in cui si dice che basta invertire la prospettiva di visione o i termini del soggetto per trovarsi laddove ci si immagina..?
Tat tvam asi?
D'accordo, e aldilà del significato letterale, come lo spiega ad esempio un Raphael?
Non ne ho la minima idea, né sottomano il testo in cui ne parla

Come lo spiega ad esempio un Raphael? Uhmmm.......vediamo un pò:

D: Circa quattro anni fa, una sera ho cominciato a ripetere nella mia mente la frase “io sono Quello” e all’improvviso sono stato colpito dal fatto che l’ “io” che avevo assunto di essere non aveva nulla a che fare con Quello. Prima di questa presa di coscienza, ero solito pensare che l’ “io”, che è tutti questi concetti che io consideravo di essere, sarebbe diventato Quello per mezzo della Realizzazione. In quell’istante ho visto che Quello non aveva nulla a che fare con questi concetti; vedere questo è stato molto importante per me.

R: Si, naturalmente non ha nulla a che fare con l’ego, l’ “io”. L’ “io” è una non-realtà ma questo è un errore che fanno tutti.


Intervista a Raphael da The Inner Quest Website - Articles and Teachings

Inoltre non ci si trova laddove ci si immagina in quanto Quello, piuttosto il contrario: in quanto Quello immagini di trovarti qui e di essere un tu.

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Fedro » 12/02/2017, 15:24

E tu quindi vedi identità di significato tra il vedere quindi realizzare la Realtà, e il semplice disporsi in un altro punto di vista verso la realtà.

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da latriplice » 12/02/2017, 16:09

Fedro ha scritto:
12/02/2017, 15:24
E tu quindi vedi identità di significato tra il vedere quindi realizzare la Realtà, e il semplice disporsi in un altro punto di vista verso la realtà.

La mia opinione non conta.

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da Fedro » 12/02/2017, 16:17

latriplice ha scritto:
12/02/2017, 16:09
Fedro ha scritto:
12/02/2017, 15:24
E tu quindi vedi identità di significato tra il vedere quindi realizzare la Realtà, e il semplice disporsi in un altro punto di vista verso la realtà.

La mia opinione non conta.
Va bene, dunque le tue riflessioni sul Vedanta a cui sei giunto, corrispondono soltanto alle tue opinioni personali

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Re: Bodhananda - riflessi

Messaggio da latriplice » 12/02/2017, 17:25

Fedro ha scritto:
12/02/2017, 16:17
latriplice ha scritto:
12/02/2017, 16:09
Fedro ha scritto:
12/02/2017, 15:24
E tu quindi vedi identità di significato tra il vedere quindi realizzare la Realtà, e il semplice disporsi in un altro punto di vista verso la realtà.

La mia opinione non conta.
Va bene, dunque le tue riflessioni sul Vedanta a cui sei giunto, corrispondono soltanto alle tue opinioni personali

Anche questa che scrivi rientra nella categoria delle tue opinioni personali.

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