01/01/2026
Queste sono le nuove coordinate spazio temporali che sono partite, con suon di botti e luminarie, festeggiamenti, casini e divertimenti misti a drammi.
Cambia la data, parte il nuovo conteggio: 360 giorni nuovi da vivere, per chi avrà la ventura di permanere per un altro anno e futuro Capodanno 2027.
Festeggiamo che siamo vivi il giorno 1, forse dovremmo festeggiare ogni giorno che verrà, e non stare a "perdere tempo", mantenere la barra dritta, onorare le priorità, rimanere nel dharma, progredire nell'esaurimento del karma residuo senza lagne.
Ci vuole un sacco di tempo per formulare buoni propositi e far finta di non perdere tempo per realizzarli come li abbiamo pensati.
Oppure niente di tutto questo. Non c'è nessuno che perde tempo.
Il tempo, mi dico, non è un oggetto a disposizione di un soggetto, un qualcosa che metto via nel cassetto, che perdo e poi ritrovo, mi racconto solo delle fiabe senza senso. O forse sì, il tempo è un'entità aliena che mi svolazza attorno, ma esiste solo per chi sta nella propria bolla temporale e scorre i film dal passato a futuro, lasciando che il senso dell'io fantastichi su risvegli e illuminazioni, mentre ci si strugge per i ricordi e ci si tormenta sulle cause, e si è in tensione immaginando l'effetto che verrà, che solitamente è diverso da quello prefigurato oggi.
Quindi buoni propositi niente, solo fuffa.
Il perché non dovremmo "perdere tempo" comunque non mi è chiaro, non ha senso dirlo o pensarlo, per far cosa non si sa, e poi quale diavolo di tempo potrò mai perdere se il futuro è immaginario e sono io che lo faccio vivere credendo in qualche film che fa partire la mente, burattinaia dei giorni e degli anni che scorrono? Cambiano i vestiti del burattino, questo sì.
E il tempo risparmiato a che ci serve? Per riempire più freneticamente le nostre giornate, o per andare a dormire prima e svegliarci dopo, o per telefonate più lunghe o per mandare auguri a più persone sulle chat, o per avere più soldi, beni, potere, like? O per meditare sul vuoto e sul pieno, sul sé e il non sé?
Il tempo, questo sconosciuto, cosa mai dovremmo perdere se l'unica cosa che davvero possediamo è questo nudo e crudo presente?
Il "mio" è che sento il ticchettio delle mie dita sulla tastiera e di sottofondo il documentario di Geo, che preparano l'insalata mista di frutta e verdura. Detox, ci sta di questi tempi. Fra poco smetto e sparisco, ci sentiremo in qualche altro tempo, sempre che nel frattempo non l'abbiamo perso.
In relazione al "perdere tempo" mi viene da riproporre quello che diceva Cannaminor nel 3D sul fato:
Faccio mio il suo augurio: "Buon prosieguo a tutti in qualunque tempo e spazio sarà", ma nello specifico, calandoci nel divenire in cui tutto è numero unico nella serie infinita dei numeri per fare il miracolo della Cosa Sola, diceva il buon vecchio Ermete, buon 2026 a tutti e buon proseguimento di vita. Mi raccomando, non stiamo a perdere tempo, maturiamo come le bacche rosse sul ramo, qualcuno prima o poi ci mangerà gustando la nostra dolcezza!Per quante esperienze un essere umano possa fare non le esaurirà mai fino in fondo, non potrà mai dire ho fatto l’ultima e conclusiva esperienza di vita, passo oltre e altrimenti dal mondo presente. Il mondo è esperienza lui stesso, la vita è esperienza lei stessa, il tempo intercorso tra la nascita di un muone o di un universo e la sua rispettiva morte, anche se diverso in termini di miliardi di anni etc, è sempre il tempo presente in cui quell’evento è vissuto, dalla nascita alla morte.
Come diceva Marco Aurelio, non puoi perdere ciò che non hai, se non il “tempo presente” che sia un miliardesimo di secondo o miliardi di anni.
Per cui che questa mia vita (o quella di chiunque altro) sia quella che termina tra un attimo o tra cento anni, sempre vita sarà, sempre evento vissuto tra una nascita ed una morte, con le sue esperienze che varranno quel tempo vissuto e non altro, quelle esperienze e non altre.
shanti
