Il Fato
Inviato: 13/10/2025, 9:25
Chi vede l'effetto lo chiama fato, chi guarda la causa lo chiama karma, chi vive l'essere invoca Īśvara, chi è oltre l'essere e il non essere, è oltre tutto ciò.
Coloro che ritengono che il destino sia supremo sostengono la loro causa con gli śāstra [testi sacri].
Citano l’incidente di Vasiṣṭha che aveva fissato un tempo appropriato all’incoronazione di Rāma, ma che in seguito Lo vide esiliato nella foresta.
Costoro affermano che Rāma venne esiliato a causa del suo fato e, per provare il loro punto di vista, narrano molte storie come questa.
Una volta, Yamarāja giunse in visita al Signore Rāma ad Ayodhyā [l’Invincibile] e, mentre entrava nel palazzo, egli sorrise alla vista di un piccione seduto sulla cima del cancello.
Il piccione, terrorizzato, chiese a Yamarāja perché stesse sorridendo. “Sarai presto ucciso”, rispose il Signore della Morte.
Mentre il piccione disturbato si chiedeva cosa fare, arrivò Garuḍa, l’aquila che trasporta il Signore Viṣṇu. Sentendo il lamento del piccione, lo trasportò in una regione disabitata nelle montagne di Lokaloka dove nessuno potesse sentirlo e gli promise di recuperarlo nel corso del tempo. Garuḍa assicurò al piccione che la predizione di Yamarāja sarebbe fallita.
Ritornando ad Ayodhyā, Garuḍa vide Yamarāja che gli chiese perché apparisse affaticato e Garuḍa rivelò il suo piano di salvare il piccione. Yamarāja sorrise e disse: “Quel piccione è già stato mangiato da un gatto. Quando lo vidi seduto sul cancello sorrisi, perché mi chiesi come avrebbe fatto a raggiungere il lontano luogo dove era destinato a morire. Sapevo che non sarebbe stato in grado di raggiungerlo con le sue sole forze, nemmeno se ci avesse messo degli anni. Quant’è meraviglioso che tu lo abbia trasportato lassù! Il proprio destino è certamente inevitabile.”
Sentendo tutto ciò, Garuḍa rimase sbalordito dalla potenza del destino.
Bodhānanda, stralcio da Dialoghi dIstruzione by mailing list (opera in preparazione)

Coloro che ritengono che il destino sia supremo sostengono la loro causa con gli śāstra [testi sacri].
Citano l’incidente di Vasiṣṭha che aveva fissato un tempo appropriato all’incoronazione di Rāma, ma che in seguito Lo vide esiliato nella foresta.
Costoro affermano che Rāma venne esiliato a causa del suo fato e, per provare il loro punto di vista, narrano molte storie come questa.
Una volta, Yamarāja giunse in visita al Signore Rāma ad Ayodhyā [l’Invincibile] e, mentre entrava nel palazzo, egli sorrise alla vista di un piccione seduto sulla cima del cancello.
Il piccione, terrorizzato, chiese a Yamarāja perché stesse sorridendo. “Sarai presto ucciso”, rispose il Signore della Morte.
Mentre il piccione disturbato si chiedeva cosa fare, arrivò Garuḍa, l’aquila che trasporta il Signore Viṣṇu. Sentendo il lamento del piccione, lo trasportò in una regione disabitata nelle montagne di Lokaloka dove nessuno potesse sentirlo e gli promise di recuperarlo nel corso del tempo. Garuḍa assicurò al piccione che la predizione di Yamarāja sarebbe fallita.
Ritornando ad Ayodhyā, Garuḍa vide Yamarāja che gli chiese perché apparisse affaticato e Garuḍa rivelò il suo piano di salvare il piccione. Yamarāja sorrise e disse: “Quel piccione è già stato mangiato da un gatto. Quando lo vidi seduto sul cancello sorrisi, perché mi chiesi come avrebbe fatto a raggiungere il lontano luogo dove era destinato a morire. Sapevo che non sarebbe stato in grado di raggiungerlo con le sue sole forze, nemmeno se ci avesse messo degli anni. Quant’è meraviglioso che tu lo abbia trasportato lassù! Il proprio destino è certamente inevitabile.”
Sentendo tutto ciò, Garuḍa rimase sbalordito dalla potenza del destino.
Bodhānanda, stralcio da Dialoghi dIstruzione by mailing list (opera in preparazione)
