Mauro ha scritto:Oggi è morto il dott. Carlo Gatta.
Chi era Carlo Gatta? Era una squisita persona di oltre 80 anni, un uomo retto, colto, di grandissima affabilità, che con la moglie abitava al piano sopra il mio quando io vivevo- giovane single- a Roma negli anno '90. Gli anni più belli della mia vita. Un piccolo condominio tranquillo a Monteverde, il mio ragazzo Marcello faceva l'amministratore, io il capo condomino (lol) e facevo le pulizie del condominio.
Eravamo una grande famiglia, le riunioni di condominio (eravamo si e no in otto) le facevamo a casa mia, ed il dott. Gatta era l'autorità in campo, con il suo aspetto austero e i baffi bianchi che incutevano rispetto, ma anche bonarietà. Quando lasciai l'appartamento, i sig.ri Gatta furono i più dispiaciuti e per i successivi 25 anni non mancavo di andarli a trovare almeno una volta l'anno. Loro invecchiavano ma erano sempre gli stessi... borbottavano perchè i coinquilini che avevano preso possesso del mio appartamento erano maleducati, o chiassosi, o scorbutici, ed ogni volta rimpiangevano i tempi in cui ci stavo io... come li rimpiango anche io quei tempi...
Negli ultimi anni il dott. Gatta, per via di un ictus, fu costretto su una sedia a rotelle e quasi non mi riconosceva più. Quest'anno per le feste sono andato a trovarli e sebbene vigile, proprio non mi riconosceva più. Oggi ricevo l'sms della figlia che mi comunica che suo padre è morto. Il mio pensiero è andato a Marcello, l'amministratore, il mio ex, che aveva condiviso con me quegli anni felici.
Penso: "lo devo chiamare".
Poi realizzo che anche Marcello, il 22 dicembre, è morto. Linfoma. E mi è venuto da piangere.
Pezzi della mia vita che vanno via e non ho neanche nessuno con cui ricordarli assieme e condividerli.
Lo faccio qui perchè con chi frequenta questo forum ho avuto in queste ore la possibilità di condividere il dolore per la perdita di un altro pezzo della mia vita che è andato via, ed il fatto di poter ricordare qualcuno a cui si è voluto bene, insieme ad altri che lo hanno conosciuto e amato parimenti, è una ricchezza che non va dispersa, come invece succede per tanti altri frammenti della nostra vita, e come è successo con la morte del dott. Carlo Gatta.
Toccante il tuo ricordo di una bella amicizia, ti allego il mio del Signor Costa.
martedì 21 ottobre 2008
Se n'è andato alle 18 di oggi, il Signor Costa.
L'avevo notato un paio di settimane fa e mi aveva molto colpito: è entrato come un re, sulla sua sedia a rotelle nella sala da pranzo, eretto, con un pigiama azzurro di cotone, le mani incrociate, serio, severo, certamente triste.
Doveva essere davvero un bell'uomo da giovane, ma conservava ancora tracce di quella bellezza.
L'hanno posizionato al suo posto, si è guardato intorno con uno sguardo intenso e disincantato.
Poi ha mangiato, da solo, con gesti lenti e impeccabili, poco. Mangiano tutti come uccellini lì dentro....
Ho letto il suo cognome sulla busta del tovagliolo e gli ho detto: "E' solo, signor Costa?"
Mi ha detto: "la moglie non c'è più e figli non ce ne sono..."
Sono tornata a casa e mi sono sorpresa a pensarlo, quella presenza e quella dignità mi avevano toccato nel profondo.
L'ho rivisto qualche altra volta, sempre solo, sempre più magro e più sofferente: diabetico, in dialisi, pieno di piaghe dolorose e inguaribili...
Domenica l'ho visto a pranzo, proprio stanco, spiluccava...gli ho detto qualche parola per invogliarlo a mangiare un po' di più, ha mangiato qualche gnocco proprio per farmi piacere e con fatica si è sbucciato una pera...
Mi ha detto che soffriva per le piaghe ai piedi, nonostante le bombe di morfina ....
Stasera ho chiesto com'è che se ne è andato, visto che oggi l'avevano ancora alzato per pranzare...mi han detto che è stata una cosa improvvisa la morte, domani avrebbe avuto la dialisi ma era stufo, non ne poteva più.
Un re se ne va quando è stufo.
Non ho avuto il fegato di andare a trovarlo nella camera mortuaria, nei sotterranei, era notte, avevo freddo e sonno.
Prima, seduta vicino a mia madre seguendo il suo respiro rantolante, srotolavo il rosario piangendo come una fontana.
Non so nemmeno io perchè piangevo visto che il mio cuore era calmo e in pace.
Forse stavo raccogliendo il dolore lì attorno e lo veicolavo facendolo scorrere.
L'ho visto affacciarsi alla stanza di mia madre, il Signor Costa, una forma bianca e luminosa, impalpabile e rarefatta, ci siamo salutati, ho percepito una carezza gentile.
Nessuno nasce e nessuno muore, questa è una certezza, ma la morte è come la nascita, un evento dirompente che non si può ignorare.
[brano tratto da apeiron - forum pitagorico]