La contraddizione in termini, direi un vero e proprio "ossimoro" è per me il "jiva realizzato".latriplice ha scritto:Complimenti Mauro, questa si chiama auto-indagine, sbrogliare la matassa delle contraddizioni.
La vedo nera...
La contraddizione in termini, direi un vero e proprio "ossimoro" è per me il "jiva realizzato".latriplice ha scritto:Complimenti Mauro, questa si chiama auto-indagine, sbrogliare la matassa delle contraddizioni.
Quindi il jivanmukta (liberato in vita) chi sarebbe? Il Brahman non-duale, non-agente ed illimitato, o una anima vivente che ha dissolto la propria ignoranza (in quanto entità limitata e separata) perché si è riconosciuto nell'essenza di Brahman?Premadharma ha scritto:
Il Brahman è sempre, solo che il jiva non ne può avere consapevolezza, perché [il jiva] è tale proprio per l'ignoranza
Io sto facendo domande per capire.Fedro ha scritto:Da che c'è il mondo, non mi pare che la matassa si sia mai sbrogliata costruendo o contrapponendo concetti o immaginazioni.
Io mi domando chi sia piuttosto il jiva "non liberato"latriplice ha scritto:Quindi il jivanmukta (liberato in vita) chi sarebbe? Il Brahman non-duale e non-agente unità in sé, o una anima vivente che ha dissolto la propria ignoranza (in quanto entità limitata e separata) perché si è riconosciuto nell'essenza di Brahman?Premadharma ha scritto:
Il Brahman è sempre, solo che il jiva non ne può avere consapevolezza, perché [il jiva] è tale proprio per l'ignoranza
Chi non ha consapevolezza del Brahman.Mauro ha scritto:
Io mi domando chi sia piuttosto il jiva "non liberato"
Ma è anch'essa una contraddizione in termini, perchè presuppone, complementarmente, "un jiva che ha consapevolezza del Brahman", che non può esistere, in quanto il jiva esiste in virtù dell'ignoranza.latriplice ha scritto:Chi non ha consapevolezza del Brahman.
Ma guarda che ne so niente, né m'illudo di capire come stanno le cose con questo metodo.Mauro ha scritto:Io sto facendo domande per capire.Fedro ha scritto:Da che c'è il mondo, non mi pare che la matassa si sia mai sbrogliata costruendo o contrapponendo concetti o immaginazioni.
Beato te che invece hai capito dato che affermi che si stanno costruendo/ contrapponendo concetti/ immaginazioni.
Dunque: illuminami.
Senza citazioni terze, possibilmente, altrimenti le mie domande resteranno inevase
È una domanda meno scontata di quanto possa apparire, almeno per me.latriplice ha scritto:Sei consapevole di essere consapevole?
............si?
Sei scomparso per questo?
Inoltre c'è mai stato un momento che tu non lo fossi?
Ma io non credo a un bel niente: sto facendo delle domande. Cosa vuoi portare con le tue considerazioni? Che non si possono fare domande?Fedro ha scritto:Ma guarda che ne so niente, né m'illudo di capire come stanno le cose con questo metodo.Mauro ha scritto:Io sto facendo domande per capire.Fedro ha scritto:Da che c'è il mondo, non mi pare che la matassa si sia mai sbrogliata costruendo o contrapponendo concetti o immaginazioni.
Beato te che invece hai capito dato che affermi che si stanno costruendo/ contrapponendo concetti/ immaginazioni.
Dunque: illuminami.
Senza citazioni terze, possibilmente, altrimenti le mie domande resteranno inevase
Ma se invece ci credi, come ci crede latriplice, non tocca a me dire se sia giusto o meno: avevo semplicemente fatto un'osservazione personale.
In altre parole al jiva non è concessa la realizzazione.Premadharma ha scritto:
Il Brahman è. Sempre.
Il jiva non può avere alcuna consapevolezza del Brahman.
In quanto il jiva in quanto jiva è proprio avidya, ignoranza metafisica.
Ma a me pare proprio così, latriplice, e cioè che il jiva è jiva in quanto ignoranza metafisica, altrimenti non si presenterebbe a se stesso come entità separata.latriplice ha scritto:Ignoranza e conoscenza sono oggetti percepiti al livello dell'intelletto pertanto la presenza della consapevolezza non é messa in discussione.
In altre parole al jiva non è concessa la realizzazione.Premadharma ha scritto:
Il Brahman è. Sempre.
Il jiva non può avere alcuna consapevolezza del Brahman.
In quanto il jiva in quanto jiva è proprio avidya, ignoranza metafisica.
Non lo trovi ironico che sia spacciata per perle di saggezza?
Non ne ho idea.latriplice ha scritto:Allora che ci stiamo a fare qui se ci viene preclusa la liberazione?
Per come la vedo io, l'urgenza di conoscere la verità è soltanto la consapevolezza-brahman alla ricerca della verità attraverso il riflesso-jiva. Essendo la consapevolezza-Brahman illimitata, dispone in virtù di tale illimitatezza, del potere di dimenticare (apparentemente) la sua vera natura credendosi ciò che in realtà non è. Pertanto questa ignoranza, maya per gli addetti ai lavori, è universale ed essendo un potere inerente al Brahman non ha inizio, ma ha una fine certa grazie a jnana, la conoscenza.Mauro ha scritto:Non ne ho idea.latriplice ha scritto:Allora che ci stiamo a fare qui se ci viene preclusa la liberazione?
Forse non esiste liberazione in vita, ma solo dopo il dissolvimento di tutte le guaine.
Perchè il Brahman che è pura consapevolezza e quindi è verità, dovrebbe, se pur apparentemente (e poi, apparentemente rispetto a cosa?), ricercare la verità attraverso un riflesso-jiva?l'urgenza di conoscere la verità è soltanto la consapevolezza-brahman alla ricerca della verità attraverso il riflesso-jiva.