Mauro ha scritto:In estrema sintesi: Shantaram, durante il suo duro soggiorno nelle carceri di Bombay, aveva fatto amicizia con un topo, conquistandone la fiducia con briciole di pane e formaggio, tanto che il topolino si faceva facilmente manipolare da Shantaram.
Un giorno Shantaram viene trasferito in altra cella, e tempo dopo, parlando col galeotto che lo aveva sostituito nella sua cella, quest'ultimo gli raccontava di un topo che non aveva paura di lui, e che per la sua (mal riposta) fiducia, facendosi facilmente prendere, aveva fatto una brutta fine, e il galeotto fa vedere una tavoletta di legno sulla quale il topo era crocifisso con delle puntine da disegno.
Questa immagine è una di quelle che mi si sono stampate, con orrore, nella mia mente.
Da qui "la sconfitta delle buone intenzioni", che fa in parte il paio con la sorte occorsa ai cinghiali.
Mai dimenticare che l'uomo è al vertice della catena alimentare. Viene vissuto come un onore che consente di divorare e distruggere ogni altra specie, poco come un onere, visto che la sopravvivenza di tante altre specie "inferiori" dipende da corretti comportamenti umani collettivi e individuali.
Ho fiducia nelle buone intenzioni di tanti e nei tentativi di porre un limite, pur minimo, all'ignoranza e alla disinformazione.
Cinicamente penso che saranno i virus, i microscopici esseri invisibili, a farci rigar dritto, o forse a farci fuori tutti, progressivamente, e cominciando dai più "chimici" che per forza di cose sono i più ricchi e avidi.