Questo discorso di Sai Baba mi ha evocato le parole del Cristo del Vangelo che, ad una esegesi superficiale possono apparire perfino scandalose e paradossali considerata la forza, l'impatto, dei termini usati, soprattutto se si considera l'invito a "monte" del Cristo di amare, accudire, aiutare,il prossimo tuo, che è come te stesso.
Mi trova concorde l'interpretazione che rileva che il Cristo qui invita i discepoli davvero motivati nella ricerca (quelli che vogliono "seguirlo" fino alla crocifissione) a "morire a se stessi" sostituendo ogni desiderio effimero e legato al divenire, con il desiderio unico di fondersi nel Sé, di tornare alla fonte, al Padre o al "luogo di nascita" di ognuno, come diceva Sri Ramana.
Lo stesso marca Sai Baba nel suo discorso evidenziando come l'amore per il Divino debba assorbire ogni altro legame d'amore terreno, destinato a svanire come nuvole nel cielo.
34 Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada.
35 Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera;
36 e i nemici dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua.
37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.
38 Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me.
39 Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. (Matteo 10: 34-39)
26 «Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e persino la sua propria vita, non può essere mio discepolo.
27 E chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. (Luca 14: 26-27)
24 Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
25 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
26 Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? (Matteo 16: 24-26)
Mantenete i legami solo con Dio
Molti stranieri vengono qui ed instaurano rapporti inutili con altre persone. Alcuni, quando Mi incontrano per la prima volta, dicono: “Sono venuto da solo”. Poi, dopo un po', portano con sé una donna e affermano: “Questa è mia moglie”. Perché volete coltivare simili relazioni e attaccamenti, visto che siete venuti qui per ragioni spirituali? Tutte queste relazioni sono temporanee. Dovete perciò troncare questi legami e stabilire una relazione solo con l'entità permanente ed eterna, il Signore Supremo.
Dio è onnipresente: Egli esisteva prima che voi nasceste e continuerà ad esistere anche dopo la vostra morte. Perciò, dovreste cercare di mantenere rapporti stretti solo con Dio. Fate il vostro dovere con devozione e lasciate il risultato nelle mani del Divino. Solo così potrete essere sempre felici.
Il vostro comportamento e il vostro carattere sono molto importanti e dovrebbero riflettersi nel vostro aderire alla disciplina e alle buone maniere. Oggigiorno, invece, la nazione vive uno stato d’inquietudine proprio a causa della mancanza di disciplina. Dovreste seguire sempre la massima: “Aiuta sempre, non fare mai del male”.
La gente non capisce il Mio ideale di perfezione, che consiste di purezza, pazienza e perseveranza.
Pazienza significa essere in uno stato di pace. Io sono sempre felice e pieno di pace. Quando Mi dicono: “Felice compleanno”, Io rispondo che sono sempre felice e che gli auguri dovrebbero farli a chi felice non è.
Un'altra caratteristica della pazienza è di non farsi esaltare dalla lode e di non lasciarsi deprimere dalla calunnia. Io non sono toccato né dalla gioia né dal dolore, ma sono in un perfetto stato di samadhi (sama+dhî), cioè di equanimità nella gioia e nel dolore.
La perseveranza è una qualità determinante per poter raggiungere un obiettivo. Con la perseveranza, nara può diventare Nârâyana, cioè l'uomo può diventare divino. Le persone che non hanno questa qualità non potranno mai ottenere nulla. Tutti i loro sforzi saranno come cercare di tenere dell'acqua in un recipiente bucato. Se dirigete tutte le vostre azioni verso Dio, diventerete uno con Lui. Ciò dovrebbe essere fatto avendo come base l'Amore, Prema.
Un uomo che viva senza amore è praticamente un morto. Voi nutrite amore verso vostro padre, vostra madre, vostra moglie, i vostri figli ed altri ancora. Non c'è niente di male in questo, ma dovete vedere Dio in ognuno di essi. Questa è l'essenza della famosa preghiera a Dio:
Tvameva mâtâcha pita tvameva; Tvameva bandhuscha sakhâ tvameva; Tvameva Vidyâ dravinam tvameva; Tvameva sarvam mama Deva Deva.
Questa preghiera, rivolta all'Essere Supremo, dice: “Tu sei padre, madre, amico e parente. Tu sei la Conoscenza e la ricchezza. Tu sei tutto, o mio Signore!”
Noi dovremmo vedere Dio in ogni essere. L'intero universo è una manifestazione del Brahman. In quanto esseri umani, voi provenite da Nârâyana e siete divini, ma non riuscite ancora a capirlo.
Quando fate il namaskâram, il saluto con le mani giunte, significa che state offrendo i vostri cinque organi d'azione e i cinque organi di percezione al Divino. L’atto del namaskâram enfatizza l'unità. Se otterrete unità e purezza la Divinità si manifesterà. Voi invece ora alimentate soltanto inimicizia e mediocrità.
Dovete parlare con dolcezza e con garbo ed evitare legami e relazioni inutili. L'esercizio spirituale più semplice è di concentrarsi su Dio con amore, vale a dire espandersi ed abbracciare tutto e tutti. Questo è l'unico modo per realizzare il Divino.
Sai Baba ha concluso il Discorso con il bhajan: “Prema mudhita manase kaho, Rama, Rama, Ram!”
Kodaikanal, Capodanno telugu,11 Aprile 1994 (Trad. dal periodico SANATHANA SARATHI, Maggio 1994)
Il discorso completo
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