Ho vissuto in Asia a lungo e ho figli indiani, vivendo adesso in Italia volevo capire cosa esiste di filosofia indiana qui specialmente a Milano. Conosco l'India ma non proprio i luoghi sacri più importanti perchè prima non ero interessato quando vivevo in Asia. Altrimenti compro libri in inglese che spiegano. Grazie e Om Shanti Ananda
Sono italiano ma ho vissuto gran parte della mia vita in Asia, sposato con indiana e tre figli. Da qualche anno in Italia per problemi familiari volevo connettermi con qualcosa di indiano, tempio, corsi di Gita, vedanta etc. Su Milano ma vedo che a parte i centri RKM fuori Italia non c'è altro. Siamo in un percorso di crescita, ho incontrato vari "guru", yogi in Asia ma mai approfondito preso da tante cose. Lo so come dici che anche in un monastero etc puoi trovare la spiritualità è ovvio, però se per proprio interesse, anni vissuti in Asia si è più vicino all'induismo, alle filosofie indiane, ai riti e tanto altro è solo un interesse dentro di te poi la meta è uguale in ogni caso. Ecco perchè chiedo per sapere chi magari conosce meglio certi posti, io posso parlare della mia esperienza di vita all'indiana e le cose che ho fatto in Asia. Certamente non troverai quelle cose, i templi l'aria della spiritualità mistica che mi piace. Poi se si vuole seguire un'altra via cristianità etc va sempre benissimo, basta essere in un cammino e arrivare alla meta Grazie A volte uso frasi in inglese perchè è la mia seconda lingua che parlo bene Love and light Ananda
Benares, Tiruvannamalai, Sringeri, Kanchi, Kathmandu.
Sringeri: Contattare lo Shankara Math, hanno una foresteria per i pellegrini dove possono ospitare. 2-3 gg
Tiruvannamalai: Ramanasram, stessa cosa. Minimo 4-5 giorni vivere la vita di asram
Kanchi: Shankara Math, informarsi se gli Acarya sono in sede. Cercarsi un albergo in città. Bei templi in città. 2-3 gg
Benares: albergo 5-6 gg
Andando con una donna, l'ideale è che lei vesta all'indiana: punjabi e/o sari.
Negli asram cibo vegetariano, con l'inglese vai ovunque; guida Lonely Planet India in inglese, è più aggiornata di un paio di anni rispetto a quelle in italiano.
Sono comode le pasticche di umeboshi (digestive in erboristeria) per problemi di stomaco.
Non bere acqua dai rubinetti. Dormire negli alberghi puliti. Oramai trovi un mare di negozi con cibi occidentali confezionati. E' carino andare a mangiare negli alberghi a 5 stelle al buffet, costa relativamente poco.
Verrai "misurato" da come ti comporti tu e chi ti accompagna, quindi vestiti che coprono, silenzio, silenzio, silenzio. Considera che il loro concetto di sacro è diverso, e tu dovrai vincere la diffidenza data dal tuo essere europeo. Possono essere molto bigotti e razzisti.
Un tempo i rischi erano minimi, oggi è preferibile essere in gruppo e non girare da soli.
Alcune informazioni sulla vita negli ashram le trovi qui e qui
Mi permetto di suggerire, per la donna, di evitare il sari perchè difficile da mettere, anche se lei magari è "una vera donna", che si muove graziosamente.
Il punjabi invece è ottimo: pantaloni e camicia lunga o a mezze maniche, con scialle incorporato se si accede a luoghi sacri, ashram.
Nel mio breve soggiorno indiano misi solo una volta un sari che mi avevano donato, anzi, me lo mise una donna americana-indiana-indiana cherokee che faceva la modella (tanto era bella) durante l'anno e si sparava due mesi d'India d'estate, nell'ashram di Sai Baba, rigorosamente nel capannone delle donne non-indiane, non nelle stanze singole o plurime delle strutture ricettive che ci sono lì. I capannoni sono più economici e anche se costa pochissimo l'ospitalità nelle stanze, nei capannoni è meno di meno (spesi circa 8 euro di "ostello" nel 2000 per una decina di giorni).
Dopo due ore di sari, portato da me, dunque da una che cammina e si muove come un ussaro, mi stavo letteralmente smontando. Se ne accorse la "capa" delle seva dell'ashram (quella che organizza e comanda la struttura di servizio interno che regolava il flusso di ingresso delle donne nel mandir (tempio cuore dell'ashram) e mi si avvicinò con modi molto aggressivi e parole forti rivolte alla mia mise "sconveniente".
Seppi poi dopo che questa donna era considerata un "mostro" di severità, capace di allontanare le occidentali che facevano le furbe o le prepotenti.
Conscia delle sette pieghe di sari che ormai erano diminuite e attorcigliate alla belle e meglio, cedetti immediatamente (sorry sorry...) e provai a spiegare che era la prima volta che indossavo un sari e mi scusai della mia impotenza a rimettermi in ordine, e in più avevo anche uno scialle piccolo che non copriva bene le spalle, evento che causava spesso l'espulsione.
Restò in silenzio a guardarmi con una faccia tempestosa, poi chiamò una giovane e in telugu le ordinò di rimettermi a posto il sari, concluse con una romanzina in inglese sul fatto che con quello scialle entravo oggi, ma domani mi avrebbe vista tra migliaia se non avessi messo lo scialle giusto.
La ringraziai calorosamente e il giorno dopo, perfetta nel panjabi bianco e lo scialle lungo la trovai io tra migliaia e mi feci rimirare con una giravolta mentre lei tubava tutta contenta.
Frequento indiani dall'età di 17 anni, sono particolari, molto riservati e segreti, ma nello stesso tempo generosi e capaci di condividere e di aiutare.
Non amano la chiacchiera e il pettegolezzo, meglio un litigio secco e diretto che i giri di parole.
Ho notato che apprezzano le persone che dicono la verità, all'arroganza rispondono con molta durezza, se becchi indiani arroganti che abusano del potere che hanno, allora meglio mandarli a stendere con un po' di improperi convinti in italiano, restano spiazzati dall'indignazione minacciosa e sono superstiziosi, perciò bisogna riuscire a fargli paura.
L'India è meravigliosa, è come una Madre che ti abbraccia. Quando il primo aereo atterrò, planando sulle bidonville di Bombay, provai un senso di profonda appartenenza al genere umano che brulicava sotto cercando di portarsi a casa la pelle giorno per giorno.
Il contrasto tra ricchezza e povertà è fortissimo, non siamo abituati.
Ti suggerisco:
uno zainetto di medicinali che comprenda fermenti lattici, antibiotici, crema antibiotica (per piccole ferite soprattutto ai piedi causa camminate nella polvere, mai dimenticare i calzini utilissimi se ci sono piaghe, il clima indiano caldo-umido o se sei fortunato caldo-secco ralletta la rimarginazione), autan extreme in stick (in alcune zone le zanzare sono toste), antistaminici, gel disinfettanti tipo amuchina se vuoi mangiare frutta comprata sulle bancarelle con buccia da lavare "prima" di tagliare il frutto.
Altra buona abitudine in India è prendere ogni mattina una bustina con acqua di un buon integratore di vitamine e minerali. Dov'ero io il caldo era infuocato, non ti accorgi nemmeno che a poco a poco l'India ti asciuga e dunque ci metti poco a disidratarti. Ho visto occidentali svenire lunghe e distese per strada, esporsi troppo al caldo richiede accorgimenti. Lascia che il tuo istinto ti guidi.
Come si dice sopra: vestiti che coprono, silenzio, silenzio, silenzio.
Avvolti completamente negli scialli, con il vento caldo, tutti coperti è meglio che svestiti.
Se bevi bevande in giro che siano calde e preferisci il tè, il caffè non è buono e c'è spesso il latte che non viene bollito: è a rischio.
Se vuoi portarti qualcosa dall'italia, di cibo, portati biscotti secchi e formaggini o barrette.
Tieni un diario di bordo, così quando torni ti divertirai a rileggere le tue riflessioni indiane.
Se decidi per una puntatina in Nepal (5 giorni sono sufficienti per vistare tutta Kathmandu) puoi dormire qui:
http://www.muktinath.org/travel/dragon.htm
Te la cavi con 4 euro a notte, è pulito e la cucina vegetariana (ottima), è gestita da tibetani e si trova nel quartiere tibetano, poco fuori di K. a Bodnath accanto al Grande Stupa ed al monastero di Sechen.

A Benares al Narad Ghat vive Mark Dyczkowski , discepolo diretto di Swami Laksmanjoo e massima autorità mondiale per ciò che riguarda lo Shivaismo Kashmiro. Insegna alla Sanskrit University. E' un grande yogi e una bellissima persona e parla bene italiano.
La sua casa (quella rosa con Shiva):


AAVV, forum pitagorico, 05/03/2013, 22:50