E a chi non ha mai abbracciato la Divinità, che approccio all'Advaita suggeriamo?Approcciando seriamente l'Advaita occorre abbandonare la Divinità
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Advaita e divino - dialogo dIstruzione: riflessioni
Advaita e divino - dialogo dIstruzione: riflessioni
Cielo mi perdonerà se già posto uno spunto senza peraltro aver letto tutto il dialogo (per la mia distratta mente troppo lungo).
Re: Advaita e divino - dialogo dIstruzione: riflessioni
Interessante osservazione, così a muzzu mi verrebbe da dire che un tipo del genere cerca risposte solo basandosi su "ciò che è", ossia in sé stesso. Ha ftto il primo passo di dIstruzione delle "certezze" a cui appigliarsi.Mauro ha scritto: ↑27/03/2017, 11:34Cielo mi perdonerà se già posto uno spunto senza peraltro aver letto tutto il dialogo (per la mia distratta mente troppo lungo).
E a chi non ha mai abbracciato la Divinità, che approccio all'Advaita suggeriamo?Approcciando seriamente l'Advaita occorre abbandonare la Divinità
Che poi quel sé stesso sia il Sè, è riflessione successiva. "Io sono" è dentro il Sè? Ne è una parte? Impossibile, l'Uno non ha parti.
In ogni caso, quanto Suomy Nona dice: "Contenuto del Sé? Che bello! Il Sé contiene come una brocca! Bene, lo pigli per il manico o per il bordo" e NIo risponde: "Ho tentato, ma sembra che non ci siano appigli, nè manico nè bordo, e mi son ritrovato a precipitare nel vuoto.
Invero, dà la nausea.", ti ho pensato.
Re: Advaita e divino - dialogo dIstruzione: riflessioni
Avevo pensato più o meno lo stesso, purchè non faccia di "ciò che è" (con le sue certezze e sicumere), un totem, cioè una divinità...
Che grattacapo!
Che grattacapo!
Re: Advaita e divino - dialogo dIstruzione: riflessioni
Lieto che Nio vivesse come me questa sensazione.NIo risponde: "Ho tentato, ma sembra che non ci siano appigli, nè manico nè bordo, e mi son ritrovato a precipitare nel vuoto. Invero, dà la nausea.", ti ho pensato.
Forse è il sapere che "non si è soli ad essere soli" che dà un senso alla vita condizionata.