Conversazioni del 1929 - sullo yoga
Il primo libro della Madre (la Mère di Sri Aurobindo) pubblicato in Italia è stato le "Conversazioni 1929" che ebbero luogo tra aprile e agosto di quell'anno presso l'asram di Pondhicherry, dove risiedevano la Mère e Sri Aurobindo.
A quell'epoca la Madre si rivolgeva in inglese a una piccola cerchia di discepoli e, in modo particolare, a una signora inglese autrice di tutte le domande a cui si dà risposta nel volume.
Questi testi furono più tardi tradotti in francese dalla Madre stessa, in base alle note prese da uno dei discepoli presenti.
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Madre vuoi parlarci dello yoga?
Perchè desiderate fare lo yoga? Per acquisire dei poteri? Per raggiungere la pace e la calma? Per servire l'umanità?
Nessuno di questi motivi è sufficiente a provare che siete pronti per il sentiero. La domanda alla quale dovete rispondere è questa:
Desiderate fare lo yoga per amore del Divino? Il Divino è lo scopo supremo della vostra vita, tanto che non potreste assolutamente farne a meno? Credete che la vostra vera ragione d'essere sia il Divino e che senza di Lui la vostra esistenza sarebbe scialba e senza senso?
In questo caso, e solo in questo caso, si può dire che siete pronti per il sentiero.
Questa è la prima tappa: aspirazione al Divino.
La seconda consiste nel rinforzare questa aspirazione, mantenerla costantemente sveglia, renderla viva e possente. Soltanto la concentrazione vi porterà verso questa meta: concentrazione sul Divino per ottenere un'assoluta e integrale consacrazione alla Sua volontà e ai Suoi fini.
Concentratevi nel cuore. Penetratevi il più lontano e profondamente possibile. Raccogliete tutti i fili sparsi della vostra coscienza dispersa; riuniteli ed immergetevi nel silenzio del vostro essere interiore.
Nella calma profondità del vostro cuore arde una fiamma: è il Divino in voi, il vostro vero essere. Ascoltate la sua voce. Obbedite alle sue ispirazioni.
Vi sono anche altri centri di concentrazione(1), uno alla sommità della testa, ad esempio, e un altro fra le sopracciglia. Ognuno di essi ha la propria efficacia e vi darà dei risultati particolari.
L'essere centrale però risiede nel cuore, ed è dal cuore che trae origine ogni movimento dinamico, ogni volontà di trasformazione, ogni potere di realizzazione.
(1) L'anima (o essere psichico nella terminonologia di Sri Aurobindo e della Madre), è, secondo la psicologia indiana, collegata alla personalità esteriore tramite sette centri di coscienza (cakra), che lo yoga ha lo scopo di risvegliare. La Madre si riferisce qui a tre di essi: il centro situato alla sommità della testa (sahasradala, il loro dai mille petali), che governa sia la mente pensante che la mente illuminata e si apre direttamente all'intuizione; il centro situato in mezzo alla fronte, fra le sopracciglia (ājnā-cakra), che governa la mente dinamica, la volontà e il potere di visione, e infine il centro del cuore (anāhata o hṛdpadma) situato nel plesso solare [si segnala un errore nella nota al testo, in quanto è il cakra manipura ad essere situato nella zona del plesso solare, mentre il cakra del cuore è nella regione cardiaca, a destra del cuore fisico] che governa l'essere emotivo; l'essere psichico si trova dietro di esso.

Brano tratto da: La Madre, Conversazioni 1929. Edizioni Arka - Milano.
Articolo a cura di Ambika
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