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Consapevolezza

Teoria e dottrina.
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cielo
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Consapevolezza

Messaggio da cielo » 13/11/2025, 9:44

Quali che siano le siddhi o quali che siano i frutti della conoscenza metafisica fruibili su questo piano di esistenza, essi non vanno gustati, perché essi non appartengono ad altri se non alla Vita che ne dispone.

Bodhānanda, Advaita Bodha Dipika Kilakhanta, XII.

«La coscienza soggettiva (antahprajna), quando gradatamente si stempera nella consapevolezza di sé, può essere assimilata ai frutti della conoscenza metafisica. Più la consapevolezza si rende sottile, più essa si espande come etere.
Essa è a tutti gli effetti una siddhi che necessita attenzione nella sua manifestazione.

«Una cosa è la comprensione che può attuare il manas, un'altra quella della buddhi e un'altra cosa ancora è la bodha la comprensione risolvente, la conoscenza in quanto effettiva consapevolezza.

L'ente abituato alla disciplina della buddhi (ragion pura), può necessitare tempo per essere qualificato alla pienezza della consapevolezza.
Il pralabdha karma continua il suo corso; esso interessa tutti gli aspetti fenomenici, le guaine corporee.
La mente o antahkarana è un costituente del corpo sottile (suksmasarira) ed è soggetta al pralabdha karma. Il manas, se non disciplinato, tende ad impadronirsi dei frutti della buddhi e della bodha, esattamente come nei neofiti essa concettualizza la non dualità».

Premadharma, Conversazioni pitagoriche.

(forum pitagorico, da Teano » 02/01/2009)

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