Illusione
Inviato: 11/03/2018, 10:38
Nel Buddhismo si dice che tutto è illusione,i desideri,i pensieri,perfino l'uomo stesso.Ma la mancanza di lavoro,la mancanza di una donna come fanno ad essere delle illusioni?Non sono segni tangibili?
Segni tangibili di cosa? Dell'attaccamento al senso dell'io e del mio? Dell'immersione del girino nel suo stagno?
Il concetto di "illusione" non è esclusivo della tradizione buddhista, ma anche di quella hinduista.
La mancanza di qualcosa non è tangibile, per definizione. Il problema è che non è tangibile neanche il possesso di tali cose (perché non sono mai come le volevi, perché non durano, perché anche quando arrivano hanno comunque tardato ad arrivare e quindi non sono mai al posto giusto, ecc.). Per strano che possa sembrare, la vera tangibilità la si può trovare sempre più in un qualunque processo o attività (intrapresa il più possibile in modo equilibrato verso se stessi e verso gli altri) che miri a cercare di distaccarsi sia dalla paura dell'assenza che dal bisogno della presenza delle cose che desideriamo. Perché la vera tangibilità non illusoria è solo quell'energia che sentiamo proprio quando proviamo paure e desideri; affinché tale energia non ci appaia in modo illusorio (cioè colorata appunto di paura e di desiderio insoddisfatto) va "lavorata" impiegandola in qualcosa d'altro. Non importa cosa (l'importante, ripeto, è che siano attività equilibrate, cioè che non facciano male a se stessi o ad altri, altrimenti presto o tardi creeranno più problemi di quanti ne risolvano), è fondamentale soprattutto che siano attività intraprese sapendo di svolgerle verso la meta del distacco (inteso nel modo detto prima, cioè cercare di non coinvolgere le energie solo nei desideri e nelle sensazioni di insoddisfazione, perché le nostre energie, in sé, non sono fatte di queste due qualità contrapposte, che puoi definire intangibili e illusorie proprio perché contrapposte e quindi mai stabili), e non importa neanche quanto tale distacco possa sembrare irraggiungibile, l'importante è che venga posto come meta delle attività scelte a tal fine.
Siccome gli oggetti della percezione (desideri, pensieri, uomo) non sono differenti dal Sé, dato che sono una Sua manifestazione, come è possibile ritenerli illusori?
Mauro ha scritto: ↑11/03/2018, 15:31Il concetto di "illusione" non è esclusivo della tradizione buddhista, ma anche di quella hinduista.
Shankara parla di "apparenza".
La cosmologia vedanta si basa su tale concetto (vivartavada).
Quindi non è necessario alcun dirottamento in altri lidi.
La domanda di Fede, piuttosto, mi pare insista su un argomento (donne e lavoro che mancano), che non può trovare risposta in un forum metafisico, ma piuttosto in una bacheca di annunci online.
Ma io dico sul serio,chiedo un consiglio come si fa a non essere frustrati e depressi quando ti manca il lavoro,la donna,morale a pezzi?
Mauro ha scritto: ↑11/03/2018, 15:31Il concetto di "illusione" non è esclusivo della tradizione buddhista, ma anche di quella hinduista.
Shankara parla di "apparenza".
La cosmologia vedanta si basa su tale concetto (vivartavada).
Quindi non è necessario alcun dirottamento in altri lidi.
La domanda di Fede, piuttosto, mi pare insista su un argomento (donne e lavoro che mancano), che non può trovare risposta in un forum metafisico, ma piuttosto in una bacheca di annunci online.
In certe circostanze è logico e normale avere il morale a pezzi, sarebbe preferibile non preoccuparsi di questo anzi accettarlo come una cosa della vita.Fede79 ha scritto:Ma io dico sul serio,chiedo un consiglio come si fa a non essere frustrati e depressi quando ti manca il lavoro,la donna,morale a pezzi?