Dialogo con Nio: Iti iti
Inviato: 26/01/2017, 11:47
Nio
Suomy Nona
D. Facendo riferimento a questo punto di vista:
Desideravo porle alcune domande in merito, cominciando dalla seconda in ordine; l'iti iti ricostruisce l'altro senza ricostruire l'io. In taluni dialoghi è stata accennata una via di "rientro" o "ritorno" dalla condizione nirvikalpasamadhi, una sorta di reintegrazione del "mondo" nel nirvikalpa (mi scuso per i termini forse inappropriati) di cui però non trovo menzione scritta in alcun testo. Le risulta che l'argomento sia mai stato trattato in qualche testo ? Oppure è una dimenticanza voluta e forse necessaria ? E in ogni caso potrebbe dirmi qual'è la sua visione in merito?Cos'è l'amore.
(Un punto di vista)
Nel neti neti si dissolve ogni contenuto, dissolvendo ogni contenuto svanisce l'io. Svanito l'io, svanisce il mondo, svanisce l'altro.
L'iti iti ricostruisce l'altro senza ricostruire l'io.
L'amore è la considerazione dell'altro senza alcun contributo soggettivo.
L'amore è infatti incondizionato, esso non è relato ad alcuna egoità.
Anche nella visione Advaita è presente l'amore, specificatamente nella relazione Maestro-discepolo. Essendo detta la presenza del saggio irrinunciabile o uno dei requisiti.
Parimenti dovrebbe essere nel rapporto fra aspiranti che condividono la via.
La spietatezza andrebbe usata nei propri confronti.
Mettere l'altro di fronte a sé stesso, se non richiesto, è una violenza inutile.
Anche perché ciascuno cammina comunque con le proprie gambe, non certo con le nostre, e col proprio passo. Fare fretta, tirare, spingere o strattonare, senza l'amore e senza la reciproca comprensione e accettazione, e senza distacco, non aiuta.
Suomy Nona
Swomi Nona ha scritto:R. Le Upanishad e la Bhagavadgita, parlano dello stato finale come di uno stato in cui la molteplicità del mondo dei nomi e delle forme (maya) è inclusa nell'unità di coscienza. Se si consiulta il Glossario Sanscrito dell'Asram Vidya vediamo come l'iti iti "corrisponde alla ridiscesa della Coscienza reintegrata. Insieme al neti neti conchiude il ciclo di della comprensione-realizzazione del Sé". La realizzazione non duale non contrapponendosi ad alcun stato, ma riconoscendo quelli percettibili come emanazione dell'Assoluto, li ha reintegrati man mano nel processo di stabilizzazione del Sé. Il nirvikalpa samadhi conduce alla realizzazione metafisica dell'Assoluto inqualificato, ma non equivale di fatto a tale realizzazione: il vuoto deve essere riempito affinché ci sia la Completezza. Tali concetti sono solo accennati in determinate opere della tradizione perché esse erano delle tracce mnemoniche che il Maestro aveva appreso durante il proprio discepolato e a che a sua volta usava per esporre l'istruzione al proprio discepolo. Ogni lignaggio aveva le sue opere, non dobbiamo immaginare che ogni discepolo sapesse a memoria chissà quante operere da consultare e raffrontare, perché l'istruzione veniva impartita direttamente da cuore a cuore.