Essere e pensare di essere
Inviato: 21/12/2016, 17:31
"Brahma satyam, jagan mithya. Jivo brahmaiva naparah."
C'è una credenza diffusa presso le persone mondane vestite con abiti spirituali, che sia l'ego-sperimentatore che eventualmente deve distaccarsi dalle cose del mondo e dimorare nella propria trascendente natura. Lo dico con cognizione di causa perché anche il sottoscritto ha intrattenuto questa nozione per un buon trentennio con il risultato di trasformare la propria vita in un campo di battaglia senza vincitori ne vinti.
Sembra che essere presente, sveglio, aperto, dimorare nella semplicità di quello che è, essere quello che non possiamo non essere: l’accadere di questo momento, proprio così com’è, sia diventata una attività (karma) nel quale il jiva si cimenta (per ignoranza) nell' emulare ciò che è già in quanto Brahman, pura ordinaria, incontaminata consapevolezza, non agente e non duale, che trasforma un tentativo goffo di imitazione in una parodia di un copione tragicomico dal finale già scritto.
Evidentemente finché la distinzione tra ciò che è (satya) e ciò che appare essere (mithya) non è cristallino nella mente del praticante di faccende spirituali, la ruota delle morti e delle rinascite continua incessantemente a girare.
491. In verità sono indipendente dall'individualità che vede, che intende, che parla, che agisce e che gode. Sono senza nascita e senza morte, sono illimitato, affrancato da tutte le attività, sono libero e infinito, sono essenza di conoscenza.
Vivekacudamani
Più che cimentarsi nel karma, si dovrebbe contemplare jnana per dissolvere l' avidya, per fermarsi, finalmente.
Altrimenti passa l'astruso concetto che è il limitato jiva che deve diventare l'illimitato Brahman, il che logicamente è impossibile.
".....Alla fine mi sovviene di smetterla di fare (o di non fare) qualcosa, di rinunciare a cercare una soluzione o una distrazione, e di essere semplicemente presente, di lasciare che ogni cosa sia esattamente così com’è. Improvvisamente diventa possibile arrendersi completamente all’attualità del Qui/Ora, a non resistere nulla, nemmeno il rosicchiare le unghie in modo compulsivo. Istantaneamente sento il cuore aprirsi..."
Perché???? In quanto jiva non puoi decidere cosa fare e/o astenerti dall'azione dettata dai guna. Tutti vogliono essere dei piccoli Ishvara, e sei vuoi seguire la panzana di cui sopra devi prima consultare Ishvara per il Suo permesso. Qua è Lui il padrone dell'intera baracca. Di tuo qua non c'è nulla. Che dire? Pura ignoranza.
arcaico - 07/08/2016, 15:08
Forum Pitagorico (Titolo originale: Fermarsi, finalmente)