Mauro ha scritto: ↑23/02/2017, 7:27
Devo dirti la verità. Non riguarda te ma parlo in generale.
Spesso il forum è in silenzio. Parrebbe che si sta esaurendo la "smania di dire", e la cosa sarebbe positiva: si sta esaurendo la vis dialettica che alimenta la mente.
Ma a mio avviso non è così.
Il silenzio è un silenzio vero o brace che cova sotto la cenere?
Per me è la seconda ipotesi, che suffrago in base a due elementi:
1) guardo me. In me la brace cova
sempre sotto la cenere, e noto che talvolta (non sempre, veh) ancora utilizzo argomenti atti a "smuovere le acque", per tentare di spegnere questa brace.
2) guardo gli altri e-non so se sia brace- ma noto un analogo atteggiamento di contrapposizione e poca chiarezza volta ad alimentare (e non smorzare) il fuoco. Quindi il silenzio che vedo talvolta su questo forum, non lo vedo come espressione di pacificazione, ma come una pentola a pressione che non ha ancora cominciato a fischiare.
Condivido, ma domandiamoci perchè accada e che cosa sia quella brace che cova sotto la cenere.
Cosa stiamo cercando? La mente oscilla nella sua ricerca di felicità assoluta (di "immortalità"), ma la cerca nel posto sbagliato, nel relativo dove cozza contro le sue stesse istanze e aspettative.
Nel relativo non c'è alcuna possibilità di affrancarsi dall'oscillazione degli opposti: piacere e dolore, chiarezza e oscurità.
La vita stessa è il frutto di un equilibrio perduto. Siamo "trascinati" nell'incarnazione dalla crescita dei semi piantati e giunti a compimento.
Come sfuggire o meglio come ristabilire l'equilibrio perduto e accettare di essere un'increspatura di onda che si muove sulla superficie di un mare senza sponde, infinito?
"Smuovere" le acque è vedere le onde, ma non il lago.
L'onda vive la tensione degli opposti, nasce e muore.
Sperimenta piacere, ma presto ricade nel dolore.
Viene detto che più l'anima è avanzata e più velocemente si susseguono questi stati alterni.
Mi son chiesta perchè. Forse perchè è più rapido il distacco dall'ombra di maya, e si torna al centro immobile interiore, ma nello stesso tempo si subisce la gioia stessa e si torna (con maggiore consapevolezza e accettazione) al mondo relativo, incarnando il karma-dharma senza più ribellioni?
All'inzio di questo 3d si diceva che l'unica via è accettare il presente che si srotola come un tappeto sotto i nostri piedi.
Agire, camminare senza lasciare vagabondare la mente in ogni dove, alla ricerca di una felicità irraggiungibile, di un "silenzio vero", di un'interlocuzione armoniosa e senza contrapposizioni.
Se c'è, c'è; se non c'è non c'è.
Tutti i piaceri dei sensi, compresi i film mentali (piaceri intellettuali) sono evanescenti, effimeri. Bagliori.
Dovremmo allenarci a guardare in perfetta calma, distacco l'intero panorama della nostra vita e rivolgere lo sguardo all'interno, nel cuore della vera Pace.
Eppure nella creazione ci dobbiamo entrare, ma in essa non troveremo mai il pieno appagamento e difficilmente qualcosa da "fuori" ci aiuterà a trascendere il mondo degli opposti, a non subire e poi reagire, a non increspare il lago con troppe onde.