Re: Diario di viaggio
Inviato: 26/06/2017, 23:01
Un breve testo per descrivere il tuo forum
https://vedanta.it/forum/

Sì, Non durerà è un insegnamento prezioso, che si tramanda nei millenni.

Questa sera ho letto alcuni brani di Sai Baba che mi hanno fatto rabbrividire.Mauro ha scritto: ↑14/12/2019, 20:17Io sono l'ospite in questo forum che è soprattutto vostro, avendolo voi costruito con PD.
Questo è un diario, è un piccolo diario interrotto come succede quando si va alla guerra e non si riescono più a mettere le cose in fila.
Non vorrei più augurare "Buon Natale"; per me una festa stanca, esangue, che ha perduto ogni significato.
Ma poi ho pensato che c'è chi invece al Natale un significato ancora lo dà: a costoro lo auguro di tutto cuore.
cielo ha scritto: ↑14/12/2019, 20:55Questa sera ho letto alcuni brani di Sai Baba che mi hanno fatto rabbrividire.Mauro ha scritto: ↑14/12/2019, 20:17Io sono l'ospite in questo forum che è soprattutto vostro, avendolo voi costruito con PD.
Questo è un diario, è un piccolo diario interrotto come succede quando si va alla guerra e non si riescono più a mettere le cose in fila.
Non vorrei più augurare "Buon Natale"; per me una festa stanca, esangue, che ha perduto ogni significato.
Ma poi ho pensato che c'è chi invece al Natale un significato ancora lo dà: a costoro lo auguro di tutto cuore.
Nel 1979, parlando agli studenti, descriveva una società che stava maturando verso il conflitto, la volontà di guerra mascherata dalle buone intenzioni, la corruzione, il disfacimento morale, l'ingiustizia sociale, il danno ambientale. Un'umanità sempre più confusa e intrappolata nella sfera materiale. Infelice e spaventata.
E invogliava l'essere umano a ritrovare quella scintilla di saggezza che potesse fare da specchio consapevole all'imperitura luce dell'Atma, auto riplendente, senza tempo, immutabile.
Trattenendo i sensi e rivolgendo l'osservazione all'interno.
Decriveva l'immensità dell'universo, marcando che è talmente immenso che la luce di tante stelle ancora non ha raggiunto la terra, tanto sono lontane.
Un universo senza limiti in continua trasformazione, che ognuno di noi crea e forma nella propria coscienza individuale.
Cittākaśa.
Il conflitto, ahimè, è in noi.
Inutile cercare cause esterne, volere vedere un inizio o una fine.
Non c'è.
Solo l'Essere nella sua multiforme apparenza. Se lo specchio è pulito, la luce splende libera.
C'è un seme che nella terra si nutre e poi nasce piantina e mette bacche rosse di gioia, come a Natale.
Lo splendore dell'ātma rivela e illumina tutte le cose; ma l'ātma rivela, manifesta sé stesso ed è auto risplendente: splende ovunque, in tutte le cose.
Nonostante i numerosi cambiamenti, l'individuo permane sempre: nell'infanzia, nella gioventù, nella mezza età e nella vecchiaia.
Allo stesso modo è il cidākaśa [l'ātma] che si manifesta nel cittākaśa [la coscienza individuale] e infine si rivela nel Bhūtākaśa, il mondo oggettivo.
Sai Baba 28.09.1979

Casualmente riletto, sei anni dopo...e già i segnali di pericolo si alzavano nel 1979. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.cielo ha scritto: ↑14/12/2019, 20:55Questa sera ho letto alcuni brani di Sai Baba che mi hanno fatto rabbrividire.Mauro ha scritto: ↑14/12/2019, 20:17Io sono l'ospite in questo forum che è soprattutto vostro, avendolo voi costruito con PD.
Questo è un diario, è un piccolo diario interrotto come succede quando si va alla guerra e non si riescono più a mettere le cose in fila.
Non vorrei più augurare "Buon Natale"; per me una festa stanca, esangue, che ha perduto ogni significato.
Ma poi ho pensato che c'è chi invece al Natale un significato ancora lo dà: a costoro lo auguro di tutto cuore.
Nel 1979, parlando agli studenti, descriveva una società che stava maturando verso il conflitto, la volontà di guerra mascherata dalle buone intenzioni, la corruzione, il disfacimento morale,l'ingiustizia sociale, il danno ambientale. Un'umanità sempre più confusa e intrappolata nella sfera materiale. Infelice e spaventata.
E invogliava l'essere umano a ritrovare quella scintilla di saggezza che potesse fare da specchio consapevole all'imperitura luce dell'Atma, auto riplendente, senza tempo, immutabile. Trattenendo i sensi e rivolgendo l'osservazione all'interno.
Decriveva l'immensità dell'universo, marcando che è talmente immenso che la luce di tante stelle ancora non ha raggiunto la terra, tanto sono lontane.
Un universo senza limiti in continua trasformazione, che ognuno di noi crea e forma nella propria coscienza individuale.
Cittākaśa.
Il conflitto, ahimè, è in noi.
Inutile cercare cause esterne, volere vedere un inizio o una fine.
Non c'è.
Solo l'Essere nella sua multiforme apparenza. Se lo specchio è pulito, la luce splende libera.
C'è un seme che nella terra si nutre e poi nasce piantina e mette bacche rosse di gioia, come a Natale.
Lo splendore dell'ātma rivela e illumina tutte le cose; ma l'ātma rivela, manifesta sé stesso ed è auto risplendente: splende ovunque, in tutte le cose.
Nonostante i numerosi cambiamenti, l'individuo permane sempre: nell'infanzia, nella gioventù, nella mezza età e nella vecchiaia.
Allo stesso modo è il cidākaśa [l'ātma] che si manifesta nel cittākaśa [la coscienza individuale] e infine si rivela nel Bhūtākaśa, il mondo oggettivo.
Sai Baba 28.09.1979
