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Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 20:11
da Mauro
latriplice ha scritto:Complimenti Mauro, questa si chiama auto-indagine, sbrogliare la matassa delle contraddizioni.
La contraddizione in termini, direi un vero e proprio "ossimoro" è per me il "jiva realizzato".
La vedo nera...
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 20:22
da Fedro
Da che c'è il mondo, non mi pare che la matassa si sia mai sbrogliata costruendo o contrapponendo concetti o immaginazioni.
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 20:29
da latriplice
Premadharma ha scritto:
Il Brahman è sempre, solo che il jiva non ne può avere consapevolezza, perché [il jiva] è tale proprio per l'ignoranza
Quindi il jivanmukta (liberato in vita) chi sarebbe? Il Brahman non-duale, non-agente ed illimitato, o una anima vivente che ha dissolto la propria ignoranza (in quanto entità limitata e separata) perché si è riconosciuto nell'essenza di Brahman?
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 20:41
da Mauro
Fedro ha scritto:Da che c'è il mondo, non mi pare che la matassa si sia mai sbrogliata costruendo o contrapponendo concetti o immaginazioni.
Io sto facendo domande per capire.
Beato te che invece hai capito dato che affermi che si stanno costruendo/ contrapponendo concetti/ immaginazioni.
Dunque: illuminami.
Senza citazioni terze, possibilmente, altrimenti le mie domande resteranno inevase
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 20:43
da latriplice
Vogliamo procedere con un'altra devastante considerazione?
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 20:45
da Mauro
latriplice ha scritto:Premadharma ha scritto:
Il Brahman è sempre, solo che il jiva non ne può avere consapevolezza, perché [il jiva] è tale proprio per l'ignoranza
Quindi il jivanmukta (liberato in vita) chi sarebbe? Il Brahman non-duale e non-agente unità in sé, o una anima vivente che ha dissolto la propria ignoranza (in quanto entità limitata e separata) perché si è riconosciuto nell'essenza di Brahman?
Io mi domando chi sia piuttosto il jiva "non liberato"
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 20:48
da latriplice
Mauro ha scritto:
Io mi domando chi sia piuttosto il jiva "non liberato"
Chi non ha consapevolezza del Brahman.
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 20:55
da Mauro
latriplice ha scritto:Chi non ha consapevolezza del Brahman.
Ma è anch'essa una contraddizione in termini, perchè presuppone, complementarmente, "un jiva che ha consapevolezza del Brahman", che non può esistere, in quanto il jiva esiste in virtù dell'ignoranza.
Scomparsa l'ignoranza, scompare il jiva, o no?
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:04
da latriplice
Sei consapevole di essere consapevole?
............si?
Sei scomparso per questo?
Inoltre c'è mai stato un momento che tu non lo fossi?
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:07
da Fedro
Mauro ha scritto:Fedro ha scritto:Da che c'è il mondo, non mi pare che la matassa si sia mai sbrogliata costruendo o contrapponendo concetti o immaginazioni.
Io sto facendo domande per capire.
Beato te che invece hai capito dato che affermi che si stanno costruendo/ contrapponendo concetti/ immaginazioni.
Dunque: illuminami.
Senza citazioni terze, possibilmente, altrimenti le mie domande resteranno inevase
Ma guarda che ne so niente, né m'illudo di capire come stanno le cose con questo metodo.
Ma se invece ci credi, come ci crede latriplice, non tocca a me dire se sia giusto o meno: avevo semplicemente fatto un'osservazione personale.
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:11
da Mauro
latriplice ha scritto:Sei consapevole di essere consapevole?
............si?
Sei scomparso per questo?
Inoltre c'è mai stato un momento che tu non lo fossi?
È una domanda meno scontata di quanto possa apparire, almeno per me.
No, non credo di essere pienamente consapevole della mia consapevolezza (se ve ne fosse una).
Quindi probabilmente non scompaio in virtù della mia ignoranza o mia non-consapevolezza d'essere consapevole.
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:14
da Mauro
Fedro ha scritto:Mauro ha scritto:Fedro ha scritto:Da che c'è il mondo, non mi pare che la matassa si sia mai sbrogliata costruendo o contrapponendo concetti o immaginazioni.
Io sto facendo domande per capire.
Beato te che invece hai capito dato che affermi che si stanno costruendo/ contrapponendo concetti/ immaginazioni.
Dunque: illuminami.
Senza citazioni terze, possibilmente, altrimenti le mie domande resteranno inevase
Ma guarda che ne so niente, né m'illudo di capire come stanno le cose con questo metodo.
Ma se invece ci credi, come ci crede latriplice, non tocca a me dire se sia giusto o meno: avevo semplicemente fatto un'osservazione personale.
Ma io non credo a un bel niente: sto facendo delle domande. Cosa vuoi portare con le tue considerazioni? Che non si possono fare domande?
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:17
da latriplice
Ignoranza e conoscenza sono oggetti percepiti al livello dell'intelletto pertanto la presenza della consapevolezza non é messa in discussione.
Premadharma ha scritto:
Il Brahman è. Sempre.
Il jiva non può avere alcuna consapevolezza del Brahman.
In quanto il jiva in quanto jiva è proprio avidya, ignoranza metafisica.
In altre parole al jiva non è concessa la realizzazione.
Non lo trovi ironico che sia spacciata per perle di saggezza?
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:23
da Mauro
latriplice ha scritto:Ignoranza e conoscenza sono oggetti percepiti al livello dell'intelletto pertanto la presenza della consapevolezza non é messa in discussione.
Premadharma ha scritto:
Il Brahman è. Sempre.
Il jiva non può avere alcuna consapevolezza del Brahman.
In quanto il jiva in quanto jiva è proprio avidya, ignoranza metafisica.
In altre parole al jiva non è concessa la realizzazione.
Non lo trovi ironico che sia spacciata per perle di saggezza?
Ma a me pare proprio così, latriplice, e cioè che il jiva è jiva in quanto ignoranza metafisica, altrimenti non si presenterebbe a se stesso come entità separata.
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:26
da Mauro
Da qui nasceva la mia domanda sulla impossibilità del "jiva liberato"
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:27
da latriplice
Allora che ci stiamo a fare qui se ci viene preclusa la liberazione?
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 21:31
da Mauro
latriplice ha scritto:Allora che ci stiamo a fare qui se ci viene preclusa la liberazione?
Non ne ho idea.
Forse non esiste liberazione in vita, ma solo dopo il dissolvimento di tutte le guaine.
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 23/12/2016, 23:54
da latriplice
Mauro ha scritto:latriplice ha scritto:Allora che ci stiamo a fare qui se ci viene preclusa la liberazione?
Non ne ho idea.
Forse non esiste liberazione in vita, ma solo dopo il dissolvimento di tutte le guaine.
Per come la vedo io, l'urgenza di conoscere la verità è soltanto la consapevolezza-brahman alla ricerca della verità attraverso il riflesso-jiva. Essendo la consapevolezza-Brahman illimitata, dispone in virtù di tale illimitatezza, del potere di dimenticare (apparentemente) la sua vera natura credendosi ciò che in realtà non è. Pertanto questa ignoranza, maya per gli addetti ai lavori,
è universale ed essendo un potere inerente al Brahman non ha inizio, ma ha una fine certa grazie a jnana, la conoscenza.
Sempre in virtù del potere di maya, la consapevolezza-brahman intraprende (apparentemente) un processo di auto-riconoscimento attraverso il complesso corpo-mente-sensi dell'individuo apparente (jiva) dal momento che questo è l'unico mezzo attraverso il quale può permettere all'individuo apparente (jiva) di gioire anch'esso della conoscenza (jnana).
Però dobbiamo rammentare che la consapevolezza-brahman non necessita di una mente per conoscere se stessa. Essa si conosce in virtù del proprio essere auto-evidente.
Pertanto l'illuminazione o liberazione (moksha) è in effetti per l'individuo tramite l'intelletto sebbene l'individuo apparente in effetti non potrà
mai "diventare" libero dal momento che lo è già,
poiché l'ignoranza non è reale.
E' per questa ragione che l'auto-realizzazione è materia di conoscenza (jnana) e non di azione (karma). In altre parole non puoi fare qualcosa per ottenere qualcosa che hai già. Puoi soltanto ottenere una comprensione o venire a conoscenza di ciò che tu (jiva) già sei (brahman).
E' semplicemente un processo di familiarizzazione della consapevolezza con se stessa attraverso il veicolo del tu apparente (jiva).
Mi sembra che sia questo ciò che intendeva Shankara con
Brahma satyam, jagan mithya. Jivo brahmaiva naparah.
Pertanto goditi il viaggio. L'ignoranza non è reale.
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 24/12/2016, 3:33
da latriplice
A proposito di guaine, Brahman e ignoranza:
https://www.youtube.com/watch?v=rPtHCCT1SZM
Re: Essere e pensare di essere
Inviato: 24/12/2016, 5:01
da Mauro
l'urgenza di conoscere la verità è soltanto la consapevolezza-brahman alla ricerca della verità attraverso il riflesso-jiva.
Perchè il Brahman che è pura consapevolezza e quindi è verità, dovrebbe, se pur apparentemente (e poi, apparentemente rispetto a cosa?), ricercare la verità attraverso un riflesso-jiva?
Quanto leggo mi ricorda un pò come quando si dice in ambito cristiano che Dio crea per poter indirizzare la sua sovrabbondanza di amore.