Isshin iwa o mo tōsu 一心岩をも通す
Il successo scaturisce dal cuore
Presso il famoso maestro zen Daie Sōkō (1089 – 1163) si trovava il discepolo Dōken che, insieme agli altri novizi, era impegnato da lungo tempo nella pratica ascetica.
Una notte, Dōken si confidò con un condiscepolo di nome Sogen: era afflitto da un’enorme sofferenza e preoccupazione perché, nonostante i lunghi anni trascorsi nel monastero e le difficoltà superate non era ancora arrivato all’illuminazione.
L’amico gli disse che sicuramente avrebbe voluto aiutarlo, ma che c’erano tre cose che non poteva assolutamente fare per lui. Gli era proprio impossibile. Queste tre cose le avrebbe dovuto fare lo stesso Dōken.
Alla richiesta immediata e pressante di Dōken di riferirgli le tre cose che solo lui poteva fare, Sogen rispose:
“Senti; se tu hai fame o sete ed io mangio e bevo al tuo posto, non è che tu dopo sia sazio. Perciò, come prima cosa devi essere tu a dover mangiare e bere. In secondo luogo, quando vuoi andare al bagno, devi farlo personalmente. Io non posso aiutarti collaborando con te.
Infine, sei tu a dover camminare. Tu devi percorrere la strada. Se anche questi miei piedi si facessero carico, per esempio, del tuo corpo e ti portassero in giro, non saresti più tu a camminare. E quindi non andrebbe bene”.
Nel sentire questo, Dōken comprese subito in cuor suo che doveva essere lui a risolversi e muoversi.
Fu colmo, quindi, di una grande gioia. In un certo senso, questa comprensione fu per lui un satori, un’autentica illuminazione.
Brano tratto dal libro Fiori di ciliegio e virtù. Valori tradizionali dell'Oriente per occidentali del nostro tempo di Rosario Manisera, edizioni La Compagnia della Stampa, 2008
