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Ribhu Gita

La via della conoscenza: la discriminazione della realtà di ogni contenuto o inferenza, nel distacco della presenza.
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latriplice
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Ribhu Gita

Messaggio da latriplice » 31/05/2023, 10:16

La Ribhu Gita fu una delle opere spirituali preferite da Bhagavan Sri Ramana. È la sesta sezione dell’opera sanscrita Shiva Rahasya che contiene l’insegnamento che il Signore Shiva dà sul Monte Kailas al Suo devoto Ribhu, che dà il nome alla Scrittura.
Bhagavan Sri Ramana faceva spesso riferimento alla Ribhu Gita nei suoi discorsi. Si dice che abbia detto che chi legge ripetutamente il Capitolo 26 possa entrare spontaneamente nel samadhi, o addirittura nello stato naturale dell’Autorealizzazione. Il primo assistente di Sri Ramana,
Palaniswami, ne aveva portato una copia all’attenzione di Bhagavan. In seguito Bhagavan riferì di quanto fosse rimasto sorpreso nel leggere nella Ribhu Gita l’esatta descrizione del proprio stato, e la gioia che provò al sapere che quello stato, che è la Beatitudine del Sé che tutti gli aspiranti ricercano, fosse stato sperimentato da altri.


IL CUORE DELLA RIBHU GITA


L a Ribhu Gita, “Il Canto di Ribhu”, è la sesta parte della Shiva Rahasya, un antico testo mistico-leggendario dell’India. Si dice che l’intera Ribhu Gita, rappresenti l’insegnamento dato da Dio stesso, impersonato dal Signore Shiva (l’aspetto senza forma della Divina Attività in cui tutti gli esseri sono in uno stato di assorbimento e quindi le cose sono inespresse) al saggio Ribhu, che sua volta diede l’insegnamento al proprio riluttante discepolo Nidagha. Bhagavan Sri Ramana Maharshi attribuì un valore unico alla Ribhu Gita quale lucida esposizione della Verità Suprema. Spesso faceva riferimento a tale opera nei suoi discorsi. Egli affermò anche che se il ricercatore avesse studiato ripetutamente il Capitolo 26 della Ribhu Gita, sarebbe entrato spontaneamente nello stato del sahaja samadhi, lo stato naturale dell’Autorealizzazione . Sri Ramana diede una copia della Ribhu Gita a Sampurnamma, che lavorava nella cucina dell’Ashram, dicendole di studiarlo. Ella però lo considerò un testo assai difficile, accessibile soltanto ai pandit con una preparazione adeguata a comprenderlo, e perciò si scusò con Bhagavan per la sua inadeguatezza. Bhagavan le rispose: “Non importa se non lo capisci, ti sarà comunque di gran beneficio” . Egli le diede ancora un altro consiglio pieno d’amore: “Devi coprire le verdure quando le cucini, solo allora manterranno il loro sapore e saranno adatte per essere mangiate. Lo stesso vale per la mente. Devi coprirla con un coperchio e lasciare che cuocia a fuoco lento, con calma. Solo allora l’essere umano diverrà cibo adatto per essere mangiato da Dio” . Una volta Sri Bhagavan raccontò la storia un po’ comica del saggio Ribhu e il suo discepolo Nidagha. Anche se umoristico, il racconto era come le parabole di Gesù che rivelano sempre l’Altissimo, la Verità Suprema. I sei versi che seguono sono stati selezionati da Sri Bhagavan dal testo originale perché rappresentano la somma dell’insegnamento centrale di quest’opera.


1. Il concetto ‘io sono il corpo’ è l’organo senziente interno (cioè la mente). È
anche l’illusorio samsara. È la fonte di tutte le paure infondate. Se non vi è alcuna
traccia di tale concetto, si scoprirà che ogni cosa è Brahman. (17)

2. Il concetto ‘io sono il corpo’ è l’ignoranza prima. È noto come il saldo nodo del
cuore (hrdayagranthi ). Esso dà origine ai concetti di esistenza e non-esistenza. Se non
c’è nessuna traccia di tale concetto, si scoprirà che tutto è Brahman. (19)

3. Jiva è un concetto; Dio, il mondo, i desideri, l’azione, il dolore e tutte le altre
cose sono soltanto concetti. (25)

4. La mente non è reale. È come uno spettacolo di magia. È la figlia di una donna
sterile, è assolutamente non-esistente. Poiché non c’è nessuna mente, non esiste
neanche nessun concetto, nessun Guru, nessun discepolo, nessun mondo, nessun jiva.
Tutti i concetti sono in realtà Brahman. (36)

5. Il corpo, ecc., sono solo concetti. Sentire, ecc. (cioè sentire, ragionare e
contemplare) sono concetti. L’Autoindagine è un concetto. Anche tutte le altre cose
sono concetti. I concetti fanno nascere il mondo, i jiva e Dio. Non c’è nulla di nulla a
parte i concetti. Tutto in verità è Brahman. (30)

6. Restare senza concetti è lo stato indifferenziato. Esso è intrinseco (in
Brahman), è saggezza, è liberazione, è lo stato naturale (sahaja ), è Brahman, è Shiva .
Se non c’è completamente nessun concetto, si scoprirà che tutto è Brahman.


CAPITOLO 26 – VERSI 1 - 45

1. Ti esporrò ora il metodo dell’appartenere (permanentemente e
inseparabilmente) alla Realtà indifferenziata che tutto include. Questo insegnamento
è segreto e difficile da comprendere anche con l’aiuto delle varie Scritture. Perfino gli
esseri celesti e coloro che praticano avendo a cuore la disciplina spirituale lo
acquisiscono solo con grande difficoltà. Segui ciò che ti dico e rimanendo inseparato
dalla Realtà, sii felice.

2. Figlio mio, i saggi realizzati dicono che l’unione assoluta alla Realtà significa
diventare uno con l’immutabile, tranquillo, non duale Essere Supremo Assoluto, che
è Esistenza-Coscienza-Beatitudine ed è il Sé di tutto, e rende la mente errante una con
Esso, come il latte e l’acqua, assolutamente libera da ogni concetto.

3. Quando si esamina attentamente la varietà della manifestazione, si realizza che
in realtà essa non esiste e che tutto è l’indifferenziato Essere Supremo Assoluto che
non è diverso dal Sé e da se stessi. Attraverso la pratica costante fa che questa
conoscenza diventi stabile in te. Poi, rinunciando a tutto, diventa uno con la Suprema
Realtà Assoluta e così restando, sii felice.

4. Resta come Quello che, quando osservato minuziosamente, non mostra alcuna
dualità nella forma dei vari oggetti né la minima traccia di causa ed effetto; Quello nel
quale, quando la mente è in Esso assorbita, non v’è alcun timore di dualità. E sii
sempre felice, incrollabile e libero, poiché la paura nasce dalla dualità.

5. Resta come Quello in cui non vi sono né pensieri né fantasie, né pace né
controllo di sé, né mente né intelletto, né confusione né certezza, né essere né nonessere,
e nessuna percezione di dualità. E sii sempre felice, incrollabile e assolutamente
libero dalla paura che nasce nella dualità.

6. Resta come Quello in cui non c’è alcun difetto né buona qualità, né piacere né
dolore, né pensiero né silenzio, né miseria né austerità praticata per liberarsi dalla
miseria, nessuna idea ‘io sono il corpo’, nessun oggetto di percezione. E sii sempre
felice, libero da ogni traccia di pensiero.

7. Resta come Quello in cui non c’è attività fisica, mentale, verbale o di qualsiasi
genere, né peccato né virtù, né attaccamento né le sue conseguenze. E sii sempre
felice, libero da ogni traccia di pensiero.

8. Resta come Quello in cui non vi sono né pensieri né un pensatore, né nascita
né conservazione né dissoluzione del mondo, nulla di nulla, in ogni momento. E sii
sempre felice, libero da ogni traccia di pensiero.

9. Resta come Quello in cui non c’è né il potere autolimitante dell’Illusione né i
suoi effetti, né conoscenza né ignoranza, né l’anima separata né il Signore della
Creazione, né l’essere né il non-essere, né il mondo né Dio. E sii sempre felice, libero
da tutte le tracce di pensiero.

10. Resta come Quello in cui non vi sono né dèi né adorazione di essi; né i tre
aspetti divini del Creatore, Conservatore e Distruttore, né meditazione su questi tre
aspetti; né il Dio Supremo senza forma, né meditazione su di Lui. E sii sempre felice,
senza la minima traccia di pensiero.

11. Resta come Quello in cui non vi è progredire dalla schiavitù attraverso opere
buone, né ricerca di devozione verso il Divino, né saggezza per l’autoconoscenza;
nessun frutto dell’azione da godere, nessun supremo stato separato da Quello; nessun
mezzo per ottenere, nessun oggetto da ottenere. E sii sempre felice, libero da tutte le
tracce di pensiero.

12. Resta come Quello in cui non c’è né corpo, né sensi, né energie vitali, né
mente, né intelletto, né immaginazione, né ego, né ignoranza, né alcuno che si
identifichi con queste cose; né il macrocosmo, né il microcosmo. E sii sempre felice,
libero da tutte le tracce di pensiero.

13. Resta come Quello in cui non vi è né desiderio, né rabbia, né avidità, né
illusione, né cattiva volontà, né orgoglio, né impurità della mente, né false nozioni di
schiavitù e liberazione. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di pensiero.

14. Resta come Quello in cui non vi è né inizio né fine, né cima né fondo né
mezzo, né luogo sacro né dio, né doni né pie azioni, né tempo né spazio, né oggetti
della percezione. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di pensiero.

15. Resta come Quello in cui non vi è discriminazione tra reale e irreale, nessuna
assenza di desiderio, nessun possesso di virtù, nessuna brama di liberazione, nessun
Maestro competente né alcun discepolo, nessuna ferma conoscenza, nessuno stadio
realizzato, nessuna liberazione mentre si è vivi, nessuna liberazione dopo che si è
morti: nulla di sorta in ogni momento. E sii sempre felice, libero da tutte le tracce di
pensiero.

16. Resta come Quello in cui non ci sono sante Scritture né libri sacri, nessuno che
pensi, nessuna obiezione, nessuna risposta, nessuna teoria in cui stabilirsi, nessuna
teoria da respingere: nient’altro che il Sé. E sii sempre felice, libero dalla benché
minima traccia di pensiero.

17. Resta come Quello in cui non c’è dibattito, né successo né fallimento, nessuna
parola o significato, nessun discorso, nessuna differenza tra l’anima e l’Essere
Supremo, nessuna delle molteplici cause, nessuna delle loro conseguenze. E sii sempre
felice, senza la minima traccia di pensiero.

18. Resta come Quello in cui non c’è alcun bisogno di ascoltare (gli insegnamenti),
riflettere e praticare, nessuna meditazione da fare, nessuna differenza tra se stesso e ciò
che è altro, nessuna contraddizione interna, né parole né i loro significati. E sii
sempre felice, libero dalla benché minima traccia di pensiero.

19. Resta come Quello in cui non vi sono paure per l’inferno, né gioie per il
paradiso, non vi sono mondi di Dio Creatore né di altri Dei, non vi è alcun oggetto
da ottenere da loro, né un altro mondo, né nessun universo di nessun tipo. E sii
sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

20. Resta come Quello in cui non v’è traccia dei cinque elementi né un briciolo dei
loro derivati, nessun senso di ‘io’ e di ‘mio’, nessuna fantasia della mente, né macchia
di attaccamento, né concetto alcuno. E sii sempre felice, senza la minima traccia di
pensiero.

21. Resta come Quello in cui non vi è nessuno dei tre tipi di corpi (grossolanofisico,
interno-sottile, e senza forma – il più sottile), non c’è sognare e dormire,
nessuno dei tre tipi di anime (quelle mature per la spiritualità avanzata, quelle che
non sono pienamente mature, e quelle che non sono per niente mature), nessuno dei
tre tipi di afflizioni (del corpo, causate dagli elementi, e causate dagli esseri e dai
poteri sottili), nessuno dei cinque strati funzionali dell’essere (grossolano-fisico, vitale,
emozionale-psichico, mentale e della beatitudine senza forma), né alcuno che si
identifichi con essi. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

22. Resta come Quello in cui non vi è oggetto senziente, né potere di nascondere la
Realtà, né differenza di alcun tipo, né potere di proiettare oggetti irreali, né potere di
alcun tipo, né falsa nozione del mondo. E sii sempre felice, senza la minima traccia di
pensiero.

23. Resta come Quello in cui non vi sono organi di senso né loro uso; Quello in
cui si sperimenta la beatitudine trascendente, Quello che è assolutamente immediato,
Quello che dà immortalità a chi lo realizza, Quello diventando il quale non si fa più
ritorno al ciclo di nascite e morte. E sii sempre felice, senza la minima traccia di
pensiero.

24. Resta come Quello di cui una volta realizzata e sperimentata beatitudine, tutte
le gioie appaiono essere gioie di Quello; Quello che quando riconosciuto chiaramente
come il Sé, mostra che non v’è null’altro tranne il Sé; e conoscendo Quello, tutti i tipi
di anime separate diventano liberate. E sii sempre felice, senza la minima traccia di
pensiero.

25. Resta come Quello realizzando il quale non vi è più nulla da conoscere, tutto
diventa già conosciuto e ogni scopo viene realizzato. E sii sempre felice, senza la
minima traccia di pensiero.

26. Resta come Quello che si ottiene facilmente quando si è convinti di non essere
differenti dal Supremo Assoluto; Quello che, quando questa convinzione diventa
stabile, sfocia nell’esperienza della Suprema Beatitudine del Reale; Quello che,
quando la mente diviene assorta in Esso, produce un senso di completa,
incomparabile soddisfazione. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

27. Resta come Quello che, quando la mente è assorbita in Esso, conduce alla
completa cessazione della sofferenza e all’estinzione di tutte le idee di “io” “tu” e
“l’altro”, e alla scomparsa di tutte le differenze. E sii sempre felice, senza la minima
traccia di pensiero.

28. Resta come Quello in cui, quando la mente è assorta in Esso, si rimane l’Uno
senza un secondo, e si vede esistere nient’altro che il Sé, e si sperimenta una
beatitudine incomparabile. E sii sempre felice, senza la minima traccia di pensiero.

29. Resta come Quello che è Esistenza indifferenziata, Coscienza indifferenziata,
Beatitudine indifferenziata, Realtà Assoluta indifferenziata assolutamente non duale.
E con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

30. Resta come Quello che è “io” e anche “tu” e anche “tutti”, che è la base di
tutto, che è Uno senza nessun’altra cosa, che è estremamente puro, che è il Tutto
indifferenziato. E con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

31. Resta come quello in cui non vi sono concetti né qualsiasi altra cosa; in cui
l’ego cessa di esistere, tutti i desideri scompaiono, la mente si estingue e tutte le
confusioni giungono a conclusione. E con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii
sempre felice.

32. Resta come Quello in cui non vi è consapevolezza del corpo, né consapevolezza
delle varie funzioni dell’esistenza manifesta, né alcuna percezione degli oggetti;
Quello nel quale la mente è morta, l’anima diventa una con la Realtà, i pensieri si
sono dissolti, e perfino le convinzioni non hanno più presa. E con la ferma
convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

33. Resta come Quello in cui non c’è più pratica spirituale meditativa, né
ignoranza, né conoscenza, né attività di alcun tipo; Quello che è la Suprema Realtà. E
con la ferma convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

34. Resta come Quello in cui, quando ci si è completamente uniti a Lui, si
sperimenta pura beatitudine, mai l’infelicità, non si vede alcunché, non si ha più
nascita, non si pensa mai a se stessi come a un individuo separato, e si diventa l’Essere
Supremo. E con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

35. Resta come Quello che invero è la Realtà Suprema Assoluta, il Dio Supremo
senza forma, l’Essere assolutamente puro, lo Stato Supremo, la Coscienza Assoluta, la
Verità Suprema. E con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

36. Resta come Quello che è l’Essere Supremo assolutamente puro, Beatitudine
assoluta, Essere supremamente sottile, l’Autorisplendente, l’indifferenziato Uno non
duale. E con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

37. Resta come Quello che è Verità assoluta, Tranquillità suprema, Essere eterno,
assolutamente senza attributi, il Sé, l’Essere Supremo assolutamente indifferenziato. E
con la convinzione che tu sei Quello, sii sempre felice.

38. Resta come Quello che è “tutto”, dal punto di vista esperienziale, e “nulla”, dal
punto di vista assoluto; che è Esistenza-Coscienza-Beatitudine, sempre quieta, con
nulla separato da Essa, l’Essere “autoesistente”. E con la convinzione che tu sei
Quello, sii sempre felice.

39. Ti ho così spiegato chiaramente, o Nigadha, lo stato dell’essere uno con l’Essere
Supremo. Attraverso il continuo pensare che tu sei l’Essere Supremo indifferenziato,
puoi ottenere quello stato e gioire di continua beatitudine. Quindi, divenuto la
Suprema Realtà Assoluta, non avrai mai più a sperimentare la sofferenza che deriva
dall’identificazione con nascita e morte.

40. Tutto è l’Essere Supremo, che è Esistenza-Coscienza-Beatitudine, e io sono
Quello. Coltivando costantemente questo pensiero puro, liberati dai pensieri impuri.
Poi, figlio mio, abbandonando anche questo pensiero e sempre rimanendo nello Stato
di Pienezza, diverrai l’Essere Supremo indifferenziato non duale, e otterrai la
liberazione.

41. I pensieri puri e impuri sono una caratteristica della mente. Non esistono
pensieri erranti nell’Essere Supremo. Quindi resta come Quello e, libero dai pensieri
puri e impuri della mente, resta immobile come una pietra o un ceppo di legno.
Allora sarai sempre beato.

42. Pensando continuamente all’Essere Supremo indifferenziato e dimenticando
così tutti i pensieri, incluso il pensiero dell’Essere Supremo, diverrai l’Essere Supremo
onnicomprensivo. Persino un grande peccatore, ascoltando e comprendendo questo
insegnamento, si libererà di tutti i suoi peccati e diverrà l’Essere Supremo
indifferenziato.

43. Gli interminabili testi di insegnamenti spirituale hanno già prescritto la
meditazione per ottenere la purezza della mente. Affinché coloro la cui mente è
diventata pura possano ottenere facilmente la liberazione e, realizzando che essi sono
Beatitudine assoluta e senza limiti, restino immobili come pietra nel Dio Supremo
indifferenziato e onnicomprensivo, ho esposto la natura di questo stato immacolato.

44. Perciò, avendo ottenuto la purezza della mente pensando costantemente che
tutto ciò che è conosciuto è l’Essere Supremo e che l’Essere Supremo è il Sé, e quindi
dimorando nello stato di completa identità con la Realtà Assoluta, si può realizzare la
liberazione qui e ora. Ho detto la Verità. In questo modo, il Saggio Ribhu ha esposto
a Nidagha il vero e pieno stato dell’Essere.

45. Quando si è convinti di essere sempre Quello che è Esistenza-Coscienza-
Beatitudine, e si resta come Quello in uno stato di completa identità, allora ci si libera
dell’irreale schiavitù dell’identificazione con la morte e la nascita e si ottiene la
liberazione. Questo è il significato dell’elevata beatitudine dello stato di essere e della
danza del nostro Supremo Dio indifferenziato.


Copia in pdf disponibile al sito www.itisnotreal.net

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