Sai Baba, in risposta alle domande sulle condizioni di vita attuale dell'umanità raccontava spesso una storia, presente nella tradizione devozionale popolare indiana, in cui Krishna illustra ad Arjuna e ai suoi fratelli Pandava, la natura e i pericoli del Kali Yuga che, secondo l'interpretazione della maggior parte delle sacre scritture induiste, tra cui i Veda, è l'ultimo dei quattro yuga [ere cosmiche], quello che stiamo attualmente vivendo.
Viene considerata un'epoca oscura, caratterizzata da numerosi conflitti e da una diffusa ignoranza spirituale, che induce gli uomini a credere solo negli aspetti più superficiali e materiali della realtà. Inoltre la "vacca del sanatanadharma [la legge eterna di armonia e ordine] si regge su una gamba sola. Il conflitto è penetrato nel profondo del cuore di ognuno, ed è lì che si compie la vera battaglia tra oscurità e luce, ignoranza e saggezza.
Dice Wiki: Il tempio rupestre di Gauri Kedareshwar, ad Harishchandragad (distretto di Ahmednagar), sorretto originariamente da quattro pilastri, ritenuti simboli ognuno dei quattro yuga, dei quali oggi resta intatto solo uno, corrispondente all'ultimo e attuale kali kuga. Si ritiene che cominciò con la morte fisica di Krishna (avvenuta, secondo il Surya Siddhanta, il trattato astronomico che costituisce la base del calendario indù, alla mezzanotte del 18 febbraio 3102 a.C.) e durerà 432 000 anni, concludendosi nel 428.899 d.C. con la manifestazione dell'avatar Kalki (...).
Avendo l'umanità una certa fretta di sapere prima come andranno le cose (che un po' di organizzazione non guasta mai), si tenga conto che la durata del kaliyuga è molto controversa e importanti dotti datano il periodo in modo molto diverso, come si può facilmente scoprire gironzolando sul web. Solitamente si abbrevia la durata, meglio sbrigarsela in fretta.
Ecco la storia, torniamo insieme a circa tremila anni fa.
La storia delle quattro frecce.
Una volta i fratelli pandava chiesero a Krishna: "Cos'è il Kali yuga e cosa accadrà durante il Kali yuga?"
Krishna sorrise e disse: "Lasciate che vi mostri la situazione del Kali yuga". Prese un arco e quattro frecce, le scoccò in quattro direzioni e ordinò ai quattro di andare a recuperarle e di riferirgli ciò che avrebbero visto lungo il cammino. Pertanto i fratelli si diressero ciascuno in una direzione diversa alla ricerca delle frecce.
Il cuculo
La prima freccia fu trovata da Arjuna che, raccogliendola, udì un canto melodioso. Era un cuculo che cantava con una voce incantevole e nello stesso tempo divorava la carne di un coniglio vivo che soffriva terribilmente. Arjuna fu talmente sconvolto da assistere a un atto così cruento da parte di un uccello così divino che si allontanò immediatamente.
Il pozzo d'acqua traboccante
La seconda freccia fu trovata da Bhima che la raccolse da un luogo dove si trovavano diversi pozzi piccoli completamente vuoti e secchi, situati attorno a un unico pozzo centrale, enorme e traboccante d'acqua. La cosa assurda era che dal pozzo grande neppure una goccia d'acqua arrivava a quelli piccoli intorno. Anche Bhima rimase perplesso da questa vista.
La madre mucca
Nakula stava tornando sul posto dopo aver raccolto la terza freccia. In un prato vide una mucca che leccava vigorosamente il proprio vitellino appena nato. Rimase a guardarla ma vide che continuava a a leccarlo anche dopo che fu ben pulito, tanto da farlo sanguinare e causargli dolore. Il povero vitellino si lamentava, ma la mucca continuava a leccarlo senza tregua. Nakula rimase perplesso dal comportamento di un animale così calmo come la mucca.
Il masso e il ciuffo d'erba
Sahadeva raccolse la quarta freccia che era caduta alle pendici di una montagna. Alzando gli occhi vide una roccia enorme rotolare giù dalla montagna dirigendosi verso un villaggio che avrebbe completamente distrutto, ma a un certo punto quell'enorme masso venne trattenuto da un piccolo ciuffo d'erba. Anche Sahadeva rimase stupito da questa scena, come aveva potuto un piccolo cespuglio fermare una roccia enorme?
Tornati da Krishna tutti i pandava chiesero il significato di quegli eventi. Krishna sorrise e iniziò a spiegare.
Sul cuculo che canta melodiosamente e nello stesso tempo uccide un coniglio e lo mangia.
Nel kali yuga molte persone, inclusi professori sapienti, "guru" e leader usano parole dolci e convincenti, piene di sapienza "spirituale", ma le loro azioni non sono coerenti con le sagge parole pronunciate, bensì crudeli ed egoiste. Diranno cose belle con la bocca e faranno cose terribili col corpo. Non ci sarà coerenza tra pensieri, parole e azioni neppure nei cosiddetti saggi.
Sui pozzi, uno pieno e gli altri vuoti e secchi.
In questo mondo non c'è equità nella distribuzione della ricchezza. Non c’è compassione per chi non ha nulla e nessuna gratitudine per quello che si possiede in abbondanza. Poche persone accumuleranno patrimoni immensi e superflui (il pozzo straboccante), ma non aiuteranno i bisognosi che muoiono di fame accanto a loro. Le persone spenderanno fortune per i propri piaceri effimeri, ignorando la miseria circostante e negando anche poche "gocce" della loro acqua disponibile.
La madre mucca che lecca il vitellino fino a farlo sanguinare.
Sono i genitori che esagerano con le attenzioni ai figli, viziandoli oltre ogni limite. Anche Rama e i suoi fratelli (di stirpe regale) furono mandati da giovinetti al Gurukulam dove l’istruzione e le condizioni di vita erano uguali per tutti gli studenti, senza preferenze dovute al rango o al potere economico.
L'eccessivo attaccamento filiale e l'amore possessivo e paranoico dei genitori o il dare ai figli un amore puramente materiale, privo di disciplina spirituale e morale, finirà per "consumarli" , anziché proteggerli.
La roccia enorme fermata da un piccolo cespuglio.
Krishna dice che nel kali yuga il canto del nome del Signore è un piccolo esercizio, non un grande rituale, ma è come quel ciuffo d'erba capace di trattenere un enorme masso, ovvero, sul piano interiore, può resistere alle onde d'urto delle emozioni, della paura, delle preoccupazioni, dei pensieri inutili e negativi che hanno l'effetto valanga, uno trascina l'altro.
La roccia che rotola giù dalla montagna rappresenta anche la caduta morale dell'umanità, e le catastrofi continue che devastano l'ambiente e la natura, contro le quali la forza umana e intellettuale non può molto (ormai).
Il ciuffo d'erba, che rappresenta il namasmarana (la ripetizione di un nome di Dio a cui ci sentiamo uniti interiormente), è quella purezza del cuore capace di resistere aggrappandosi alla montagna che la sostiene con tutta la forza delle radici.
Shanti