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Sai Baba - Dedicato alla donna

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cielo
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Sai Baba - Dedicato alla donna

Messaggio da cielo » 19/11/2023, 21:28

Pubblico alcuni stralci di un lungo discorso di Sai Baba tenuto il 19 novembre del 1995, giorno in cui stabilisce una giornata all'anno, il 19 novembre, dedicata alla donna e al suo ruolo nella società.

Rendiamo omaggio a tutte le donne che in ogni dove e in qualsiasi condizione continuano a prestare le loro cure amorevoli al mondo, che crescono la vita donandosi incondizionatamente e accompagnano alla morte.
Con l'augurio che riescano anche a prendersi cura di sé stesse.

E a quelle che sono morte per essere libere di essere così come sono.


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Mali, Africa, 1985. Sebastião Salgado

Sai Baba, 19 novembre 1995

Dedicato alla donna

L’universo della creazione che vediamo è effimero; ciò che si presenta ai nostri occhi ora può non esistere più in altre epoche. Ricchezza e giovinezza, moglie e figli, sono tutte cose che passano. La verità e la reputazione sono le sole due che restano per sempre.

Incarnazioni dell’amore,

In questo mondo che brulica di milioni di esseri, l’uomo è considerato l’epitome della creazione e in questa vasta creazione le donne occupano un posto superiore. Ci sono vari esempi che dimostrano la reale superiorità delle donne. Rama non nacque forse nel grembo di Kaushalya? Lava e Kusa divennero grandi dopo essere stati allevati e nutriti dalla madre Sita. Il coraggioso Sivaji potè ottenere fama grazie alle amorevoli cure di sua madre. Gandhi fu ritenuto un celebre mahatma dopo essere stato coccolato e cresciuto dalla madre Putlibai.

I grandi, i virtuosi e persino i deboli nascono tutti dal grembo di una madre. Le donne vengono chiamate dee della Natura. Si dice che Gâyatrî sia la base di tutti i Veda. Gâyatrî è l’aspetto femminile e i Veda sono riveriti come la “Madre Veda”. Da ciò possiamo affermare che la donna rivesta un ruolo assai elevato. Molti per tutte le epoche passate hanno elogiato e rispettato la figura della donna. La donna occupa un posto importante nelle preghiere, nella tradizione e nei culti vedici.

(…)

Oggi, purtroppo, le donne vengono chiamate abala, che significa “debole, indifeso, inerme”.

Quando le donne hanno governato l’India o nazioni straniere, hanno diretto con successo gli affari di stato senza troppe agitazioni o disordini. Ci sono stati degli imperatori, ma nessuno di loro ha governato tanto eccellentemente quanto la Regina Vittoria, la quale ha regnato con grande perizia. Durante il suo regime non ci furono lamentele. Lo stesso vale per Indira Gandhi, che in un non lontano passato governò l’India con coraggio e determinazione, e acquisì una buona fama sacrificando la propria vita per la nazione. Indira Gandhi è stata l’unica donna al mondo ad essere stata Primo Ministro di una nazione per ben dodici anni. Altre, pur governando solo per un paio d’anni, crearono molti problemi.

Questa è la maniera in cui le donne hanno lottato per anni con coraggio e fortezza e si sono dedicate al benessere della società e alla prosperità della nazione. Perciò, il poeta Valmiki, nel descrivere la donna, la definì “espressione di dolcezza”.

Che cos’è questa dolcezza nella natura femminile?
Valmiki disse che nella donna è lo spirito di sacrificio che è dolce. Una madre è disposta a compiere un gran numero di sacrifici per il bene del figlio. È uno spirito di sacrificio che si trova solo nelle donne. Se un bambino soffre di qualche indisposizione, qualche padre dice: «È meglio che muoia». Ma una madre, di fronte a qualsiasi malattia, per fatale che sia, si sottopone ad ogni sforzo pur di salvare il bimbo. In forza di questo spirito di sacrificio, la donna viene vista come “incarnazione del sacrificio”.

Gli uomini non hanno lo stesso spirito di sacrificio delle donne; quando insorgono dei problemi, gli uomini si fanno subito avanti con un entusiasmo iniziale, ma poi è la donna che si batte con risolutezza finché non viene raggiunto con successo lo scopo. Perciò, Valmiki descrisse la donna come “incarnazione della devozione”, mentre degli uomini disse che sono “incarnazioni della conoscenza”.

Gli uomini possono vantare di esser dotati di conoscenza, ma i sapienti hanno accesso solo ai gradini che stanno davanti alla porta della Durbar Hall del Signore. Non possono andar oltre. Le donne, invece, che sono l’incarnazione della devozione, possono perfino entrarvi. Perciò, se facciamo riferimento alle antiche scritture e leggiamo le vite delle grandi donne, possiamo comprendere l’importanza che esse rivestono nel mondo. Le lezioni che Sivaji apprese dalle labbra della madre lo resero un soldato coraggioso. Rama poté seguire il sentiero più sacro e più retto nella sua vita grazie alle lezioni che apprese dalla madre Kausalya. Perché Gandhi fu chiamato mahatma? Quand’era bambino, sua madre fece un voto, secondo il quale ella avrebbe toccato un boccone di cibo solo dopo che avesse udito il canto di un cuculo. Un giorno – era mezzogiorno e non poteva sentirlo – il cuculo cantò ed ella non prese cibo. Gandhi vide che la madre era a digiuno. Allora andò nel cortile posteriore della casa e si mise lui stesso a fare il verso del cuculo. Dopo un po’ rientrò in casa e chiese a sua madre di mangiare, dal momento che il cuculo aveva cantato. La madre di Gandhi uscì e si accorse che non era stato il cuculo a cantare, bensì lo stesso Gandhi che l’aveva imitato così lo afferrò per le orecchie e lo sgridò: «Mi vergogno di avere per figlio un bugiardo e mi sento in colpa di chiamarti figlio. L’uomo è un’incarnazione di verità; in nessuna circostanza dovrebbe far ricorso alla menzogna». Gandhi si rese conto che sua madre era profondamente turbata e le sue parole gli trafissero come un dardo il cuore. Da quel giorno in poi non proferì più alcuna parola menzognera.

È solo la madre, e non il padre, che impartisce le giuste lezioni al figlio e gli traccia il sentiero della rettitudine. Al giorno d’oggi, nell’era moderna, è il padre che insegna al figlio a dire bugie: se squilla il telefono mentre il padre è a tavola e non ha voglia di parlare con la persona che ha chiamato, fa dire al figlio che non è in casa. Dunque, chi è che ha insegnato al figlio a dir bugie, la madre o il padre? È il padre che insegna cattive abitudini ai figli. Quando ha avuto inizio effettivamente questo tipo di comportamento? Ebbe inizio con Dhrutarashtra, nello Dvâpara Yuga. Di fronte a qualsiasi immoralità commettessero i suoi figli, egli era cieco e diceva sempre che i suoi figli erano buoni.

Fin dai tempi antichi sono state solo le madri ad insegnare ai figli lezioni di verità, rettitudine e amore. Il primo guru è la madre; perciò, nella cultura indiana si esalta l’importanza della madre, del padre, del maestro e di Dio, e, secondo questo ordine, la madre sta al primo posto.
Perché la madre sta in testa? È lei che porta per nove mesi il figlio nel proprio grembo, si sottopone a ogni genere di preoccupazioni e sofferenze e lo nutre con amore. La madre, quindi, va onorata. Perciò è stato detto innanzitutto Matru devo bhava: «Venera tua madre come Dio». Una volta che il figlio è venuto al mondo, è responsabilità del padre mantenerlo; perciò, in secondo luogo, è stato affermato Pitru devo bhava: «Venera tuo padre come Dio». Per quale motivo si mette al primo posto la madre? Voi tutti sapete che spesso diciamo “Sita Ram”, ma mai diciamo “Ram Sita”. Il nome di Sita viene per primo; poi quello di Rama. Così pure, dite “Parvati-Paramesvar” e non “Paramavesvar-Parvati”; “Lakshmi-Narayana” e non “Narayana-Lakshmi”. Come mai il nome della donna viene sempre per primo? Perché la donna è l’incarnazione di Prakriti. Cercate innanzitutto di ricevere la grazia di Prakriti, e poi andate a raggiungere il Paramâtman, l’Essere Supremo. Com’è possibile ottenere il Paramâtma senza prima meritare la grazia di Prakriti?

(…)

La madre fa nascere il bambino e solo lei ha l’autorità di presentare il padre al figlio; è il padre che mostra il figlio al suo guru ed infine è il guru che gli parlerà di Dio.

In questo mondo niente è eterno tranne la verità ed il buon nome. È possibile ottenere una buona reputazione solo quando si onora la madre, se ne seguono i comandi e si merita il suo amore. Mai si devono disattendere gli ordini di una madre. Se proprio nutrite qualche dubbio, avvicinatela con dolcezza e chiariteli; ma non ferite mai i suoi sentimenti. Chi ferisce i sentimenti di sua madre non potrà mai esser felice nella vita, e chi così si comporta, avrà lo stesso trattamento da suo figlio. Fate dunque in modo di guadagnarvi la grazia della madre. (…)

Tuttavia, col mutamento dei tempi, anche il cuore delle donne si è indurito. Per quale ragione? I pensieri prendono la forma delle persone che si frequentano, e il mondo è pieno di cattiverie. Poiché le donne d’oggi si associano a simili elementi cattivi, anche il loro cuore degenera. È ben difficile oggi trovare della buona compagnia. Ciò fece dire ad Einstein «Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei».
Tyajya durjan samsargam; kuru punyam ahoratram. Fuggi la cattiva compagnia e dedicati giorno e notte ad azioni meritorie. Non dar corda alle cattive compagnie, ai cattivi pensieri, alle cattive azioni. Presto o tardi i frutti della azioni cattive si ritorceranno su di te. Dunque, sii attento sin dall’inizio.

Gli uomini dovrebbero cercare di capire le donne e le donne dovrebbero fare lo stesso con gli uomini. Sono l’armonia, la pace e il reciproco amore fra uomini e donne che darà felicità e pace alla famiglia. La gente vuol esser felice, ma senza condurre una vita esemplare. Il difetto sta sia nel marito che nella moglie. È colpa dei genitori se oggi i figli prendono brutte strade, perché è il loro comportamento che non è esemplare. Come potete pretendere che vostro figlio non venga condizionato da un padre che fuma in sua presenza? Comincerà a fumare anche lui, rubando le sigarette dal pacchetto del padre. E se il padre lo redarguisce perché fuma, il ragazzo d’oggi gli risponderà: «Papà, che hai contro il mio fumare? Anche tu fumi!».
I genitori, quindi, non dovrebbero mai comportarsi in maniera tale da essere di cattivo esempio per i figli. A volte voi piangete perché vostro figlio non vi ascolta. Come potrebbe? Avete ascoltato voi i consigli dei vostri genitori? Yad bhavam tad bhavathi: ruttate in base al cibo che avete mangiato! Sui figli dovreste esercitare un controllo adeguato, ma per far questo, dovete prima di tutto avere controllo su voi stessi. Un padre potrà aspettarsi che suo figlio sia buono solo quando egli stesso sarà buono. Potrà mai legare mani e piedi suo figlio un padre che va a zonzo quanto e quando gli pare?

Nelle famiglie d’oggi i padri non cercano di correggere i figli e i figli non prestano ascolto alle madri. Perciò, i padri d’oggi sono al 90 per cento come Dhrutarashtra. Non andrà loro bene niente di ciò che i figli fanno. Questa è la ragione per cui il mondo è arrivato ad uno stato di tale sofferenza oggi.

(…)
La famiglia è al più alto grado di importanza sia per la pace che per la felicità. Se non c’è gioia nelle case, come potrà esserci nella nazione? Se manca la felicità nelle famiglie, come farà ad esserci nel Paese? Dobbiamo quindi sperimentare la beatitudine prima di tutto a casa nostra; poi dobbiamo diffonderla per il villaggio intero, da cui si allargherà verso la regione, ed infine verso lo stato. Invece di propagare pace, voi state solo spargendo confusione. La disarmonia che si leva dai conflitti fra mariti e mogli è spudoratamente messa a nudo per le vie dei villaggi. Sarà un segno di virilità esibire in pubblico le fratture che si sono create a casa?

Ognuno si vanta d’esser colto, mentre la sua condotta non riflette l’educazione ricevuta. Come farà uno che è incapace di tenere in ordine la propria casa a mantenere l’ordine della nazione? Abbiate quell’educazione che vi serve a riformare la società e la nazione.

Si va ripetendo sempre che il mondo è pieno di discordie, ma da dove è venuta la discordia? Da dentro di noi. Così, il 19 Novembre di ogni anno, nel celebrare la Giornata della Donna, bisogna diffondere in tutto il mondo questi santi sentimenti. E non solo in questo giorno, ma anche a casa propria le donne dovrebbero sapere come comportarsi nella vita, quale comportamento avere con gli altri e come prendersi cura dei propri figli.
La donna dovrebbe allenarsi nella pazienza anche con un marito malvagio. Râvana fu un uomo perverso, ma Mandodari, sua moglie, grazie alla propria pazienza, potè vivere a lungo con lui. Mandodari soleva dare un mucchio di consigli a Râvana. Gli diceva: «Râvana, pensa a come ti sentiresti se accadesse a te la stessa cosa che è accaduta a Sîtâ! Allora, ti par giusto comportarti in questo modo?»

Cercate di correggervi, cominciando da oggi stesso; uomini o donne che siate, fate in modo di comprendere i vostri errori, per leggeri o gravi che siano. Vedete il bene negli altri ed imitatene le buone qualità; ma dovete vedere il male che c’è in voi stessi e dovete compiere ogni sforzo per eliminarlo. Oggi invece non vedete che gli sbagli altrui. C’è un proverbio telugu che dice: «Lo storpio cerca sempre i difetti negli altri, come il cane cerca sempre le scarpe degli altri». Dunque coloro che stanno sempre a guardare i difetti altrui sono come cani. Non siate dogs (cani), ma gods (dèi). È stato detto infatti che la vita umana è molto sacra e difficilissima da ottenere.

Incarnazioni dell’amore,
potranno esserci molti errori in voi, ma cercate di correggerli e di non ripeterli per l’avvenire. Se state commettendo degli errori contro qualcuno, lo state facendo contro voi stessi. Perciò, tutti voi dovreste condurre una vita ricca di buoni sentimenti e con una buona mente. Una mente piena di pace, piena d’amore, piena di compassione è una mente buona.

Una volta Buddha vide un cadavere, un vecchio e un malato e in un istante si convertì. Ma voi oggi vedete tanti cadaveri, tanti vecchi e tanta gente malata, ma in voi non avviene alcuna conversione. Dovete cambiare. Voi ripetete come un disco: Buddham sharanam gacchâmi, dharmam sharanam gacchâmi, satyam sharanam gacchâmi; «In Buddha eleggo il mio rifugio; nella giustizia il mio rifugio; nella buona compagnia il mio rifugio; nella verità il mio rifugio».

Ma dove sta quella verità in noi? Dove quella giustizia? Anno dopo anno, voi udite tanti discorsi di Bhagavan ma quanti di voi sono cambiati? Dov’è la vostra trasformazione? Eppure questo cambiamento deve avvenire e non solo qui, ma dovunque andiate, la vostra trasformazione deve accadere. Non solamente qui, ma dovunque vi rechiate, la vostra conversione dovrebbe riflettersi nella purezza dei sentimenti e delle azioni. Altrimenti, a che serve venir qui spendendo un mucchio di soldi?

Di conseguenza, nella fausta ricorrenza della Giornata della Donna, se le donne prenderanno la decisione di cambiare, anche gli uomini cambieranno. Se le donne prendessero il giusto sentiero, anche gli uomini vi si incamminerebbero, perché sono le donne che hanno il ruolo di conduttrici. Se la donna è l’altra metà dell’uomo, migliorando lei, migliorerà anche l’altra sua metà. Le donne inculchino qualità come la compassione, l’amore, il sacrificio. Osservate le donne d’un tempo: quanta compassione, quanta pace, quanta gioia seppero dare alla gente! Che purezza e che serenità c’era in loro! I loro nomi sono ancor oggi nella memoria.

Così, con la speranza e l’augurio benedicente che anche voi vi comportiate in maniera giusta, che assumiate ruoli di governo negli affari di stato e siate d’esempio per gli altri, concludo il mio discorso.


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